Riaprono i primi alberghi, pochi i clienti

10 Maggio 2020

Ma si sperimentano idee alternative con la creazione di una “rete di imprese e operatori turistici” 

L’AQUILA. In città riaprono i primi alberghi. Da domani porte aperte all’hotel Federico II, all’Amiternum e al Canadian, ma anche altre strutture ricettive stanno scaldando i motori. Le prenotazioni arrivano, però, o con il contagocce: una o due camere occupate in un’intera settimana e con un tempo di permanenza medio di una notte. È tutto quello che offre, al momento, il mercato. I gestori si sono dovuti attrezzare con processi continuativi di sanificazione dei locali e nuove norme igienico-sanitarie. In vista della stagione turistica si sperimentano idee alternative come la nascita di una “rete di imprese alberghiere e altri operatori del turismo”, con pacchetti mirati, promozionali, sul turismo storico, ambientale e agro-alimentare. Nata proprio da un’idea degli albergatori aquilani, la rete punta anche a intercettare sconti fiscali e progetti innovativi a livello europeo per far ripartire una filiera che il coronavirus ha messo in ginocchio.
PORTE APERTE. In realtà, il Governo non ha mai decretato la chiusura delle strutture alberghiere, lasciando ai singoli gestori la facoltà di decidere. Ma con il lockdown, gli albergatori aquilani hanno scelto di sospendere momentaneamente l’attività, anche per abbassare i costi di gestione, che risultano elevati. «Siamo pronti a riaprire», fa sapere Mara Quaianni, titolare dell'omonimo albergo sulla Statale 17 e presidente Federalberghi della provincia dell'Aquila, «da domani torneremo operativi, con tutte le precauzioni igienico-sanitarie del caso». Gli albergatori, due settimane fa, hanno inviato una lettera al Comune, sollecitando interventi a supporto del settore, a cominciare dall’abbattimento delle tasse locali, e chiedendo attenzione costante a un comparto che è in massima sofferenza. I dati parlano chiaro: la ricettività alberghiera ha perso il 90 per cento delle prenotazioni con un’ondata di cancellazioni che sfiora la stessa percentuale e si trascina fino a settembre-ottobre.
MISURE DI SICUREZZA. Sanificazione giornaliera delle aree comuni e delle stanze, utilizzo del plexiglass alla reception, misurazione della temperatura corporea all’arrivo dei clienti. E ancora, igienizzanti nei vari locali, telecomandi con cellophane, obbligo di indossare la mascherina e percorsi differenziati per i fornitori, che non entreranno all’interno delle strutture. «Riprenderemo a ranghi ridotti», spiega Roberto Laglia, direttore dell’hotel Federico II, «abbiamo già provveduto alla sanificazione dell’albergo e approntato un corso di formazione per i dipendenti sulle modalità per operare in sicurezza. Si è riaperta una piccola finestra di prenotazioni, ma parliamo di qualche stanza occupata per una notte, per lo più da personale sanitario e forze dell’ordine di passaggio in città».
RETE DI IMPRESE. Per rilanciare il turismo e rendere appetibile il territorio, quando si abbasserà la soglia di emergenza legata al coronavirus, con lo sblocco totale degli spostamenti, gli albergatori aquilani hanno pensato a mettere in piedi una “rete di imprese” che inglobi gli operatori del turismo. «Tutti gli attori della filiera», evidenzia ancora Laglia, «per intercettare fondi europei e progetti innovativi e promuovere il territorio puntano su storia e cultura, ambiente e bellezze naturalistiche, tradizioni e turismo religioso, senza dimenticare l’enogastronomia. Una filiera che può far ripartire l’intero settore».
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