Riaprono ristoranti e gioiellerie: si rianima il centro storico

Aiuti economici ad artigiani che vi ricollocano le attività Dei fondi beneficeranno tra le 400 e le 500 imprese
L’AQUILA. Sarà l’aria natalizia, che già si respira. O un’innata spinta alla rinascita, alimentata dai palazzi antichi che lentamente riprendono forma. In centro è tempo di nuove aperture. Negozi che tornano nelle sedi storiche, a quasi otto anni dal sisma, e attività sperimentali, tutte da scoprire. Non solo i pubblici esercizi, pub, bar e ristoranti, gli unici finora a fare da traino per il popolo della notte e i turisti: in questa settimana hanno aperto i battenti anche due oreficerie. E a primavera, sarà la volta del negozio di abbigliamento Manzi. Il tutto in attesa dell’avvio del bando “Fare centro”, che riporterà, secondo le previsioni delle associazioni di categoria, decine di commercianti e artigiani nel cuore della città.
NUOVE APERTURE. Lungo corso Vittorio Emanuele, al primo piano del prestigioso palazzo Ciolina, è stata inaugurata giovedì la nuova gioielleria di Ugo Mastropietro, produttore ed esportatore di un marchio di preziosi, curato nello stabilimento di Valenza Po (Alessandria) e commercializzato anche a New York. «Vogliamo contribuire alla rinascita del centro storico», dichiara Mastropietro, «rivitalizzando uno degli scorci più identitari, per decenni luogo di ritrovo e aggregazione. Un segnale di speranza, di forza e di coraggio». La gioielleria sorge nei locali che per decenni hanno ospitato le attività commerciali della famiglia Grimaldi. «Raccogliamo un testimone importante», dice Mastropietro, «cercheremo di proseguire nel solco della tradizione. L’Aquila ha bisogno di scommettere sulla bellezza del proprio centro e sulla qualità delle sue professionalità».
DE RITIS. Sempre ai Quattro Cantoni, a palazzo Fibbioni, taglio del nastro, oggi pomeriggio, per la gioielleria De Ritis. Un’attività di famiglia, che torna nei vecchi locali occupati prima del terremoto. «Per sei anni», spiega il titolare Antonio De Ritis, «abbiamo lavorato nella galleria commerciale di via Roma, per fornire un servizio adeguato alla nostra clientela, ma il ritorno a palazzo Fibbioni rappresenta una scommessa. L’inizio di un nuovo percorso di rinascita per la nostra città, a cui vogliamo partecipare fattivamente». De Ritis osserva che «non sarà facile far fronte alle difficoltà che comporta il rientro in centro tra cantieri aperti e lavori in corso per i sottoservizi. Gli aquilani sentono la necessità di riappropriarsi degli spazi di socializzazione, che hanno perso nel 2009 e noi siamo pronti a metterci in gioco».
CUCINA FUSION. Non solo storia e tradizione. Il centro cittadino ospiterà anche sperimentazioni innovative, come quella proposta dal ristorante Yoichi, appena inaugurato. Il primo locale con cucina fusion e cocktail bar: un’esperienza inedita di ristorazione che nasce sulla scorta dell’idea e del successo del Public Enemy- Gastro pub, già inserito nella lista dei cento migliori cocktail bar d’Italia da Blue Blazer.
FARE CENTRO. È con il bando Fare centro, promosso dalla Regione e dal Comune dell’Aquila in collaborazione con le associazioni di categoria, che le attività imprenditoriali potranno riavere ossigeno. Un piano di agevolazioni mirate pensato per i commercianti e gli artigiani che vogliono ricollocarsi nel centro dell’Aquila e degli altri Comuni del cratere. In città, a fronte di mille attività presenti prima del sisma, ha riaperto una cinquantina di negozi. Il bando, in linea con l’utilizzo del 4 per cento dei fondi post-sisma per il rilancio delle attività produttive, prevede un meccanismo di contribuzione che oscilla tra il 50 e il 70 per cento, per le aziende che effettueranno nuovi investimenti. La dotazione finanziaria ammonta a 20 milioni di euro spalmati in tre anni: 5 milioni per il 2016, 7 milioni e 500mila euro per il prossimo anno, altrettanti a disposizione nel 2018.
FINANZIAMENTI. Dei fondi previsti nel bando, che si articola su tre linee di intervento, beneficeranno tra le 400 e le 500 imprese, per un totale di 1.500 lavoratori coinvolti. Potranno accedere ai finanziamenti le attività che operavano nei centri storici prima del terremoto e le aziende che hanno attivato progetti di ricollocazione e riconversione, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese. Contributi anche per l’affitto di locali nei primi diciotto mesi dalla riapertura dei negozi.
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