Ribaltone al vertice: si va verso il ricorso e l’assemblea
SULMONA. Gli undici sindaci pro Gerardini, dopo aver letto attentamente il decreto con cui il Tribunale per le imprese dell’Aquila ha riabilitato il vecchio consiglio di amministrazione del Cogesa...
SULMONA. Gli undici sindaci pro Gerardini, dopo aver letto attentamente il decreto con cui il Tribunale per le imprese dell’Aquila ha riabilitato il vecchio consiglio di amministrazione del Cogesa che loro avevano cacciato con la delibera del 30 dicembre scorso, stanno valutando la possibilità di ricorrere ai giudici della Corte d’Appello dell'Aquila per annullare il dispositivo. Nel decreto, infatti, ci sarebbero molti punti deboli, alcuni passaggi processuali sia formali che sostanziali. Tra l’altro il provvedimento emesso dal tribunale dell’Aquila è il primo in Italia che si occupa di un simile argomento e per quanto tale sarebbe facilmente impugnabile. Almeno secondo quanto sostengono gli undici sindaci, che sono convinti, dopo aver contattato l’avvocato Sergio Della Rocca, che ci sono gli spazi per ribaltare la decisione dei giudici aquilani. Inoltre, secondo i sindaci in questione, non ci sarebbe alcun abuso di diritto né carattere di ritorsione nella revoca come pure la legittimità degli atti licenziati dall’ormai ex amministratore unico Franco Gerardini stridono con il difetto di processualitá, certificato dallo stesso Tribunale per le imprese nell’altro procedimento in essere, proposto dal consiglio di amministrazione guidato da Nicola Guerra, tornato ora in sella proprio grazie alla decisione del Tribunale per le Imprese dell'Aquila.
Intanto gli altri sindaci, quelli che contestano il blitz con cui è stato deposto il Cda a favore di Gerardini, nei giorni scorsi hanno formalizzato la richiesta di nuova assemblea dei soci per votare in autotutela la revoca dell’atto del 30 dicembre, visto il difetto rilevato in Tribunale e la conseguente nomina di un nuovo amministratore unico alla luce del fatto che il Cda tornato in carica scade il prossimo 30 aprile. Resta la preoccupazione per il futuro della società, con la Procura che sta valutando il possibile stato di insolvenza . (c.l.)

