“Ricca” pensione al capo dei vigili urbani

15 Febbraio 2019

Litigante lascia dopo 44 anni, tra denunce e cause di servizio punta a incassare 445mila euro 

SULMONA. Andrà in pensione dal primo marzo il comandante della polizia municipale del Comune di Sulmona. Dopo 44 anni di servizio, finisce l’era di Antonio Litigante in città, col suo pensionamento che ha tenuto col fiato sospeso uffici e amministratori comunali, fino alle denunce presentate dallo stesso comandante dei vigili urbani dopo il consiglio comunale del 20 marzo 2018, in cui le opposizioni presentarono un’interrogazione sul suo caso. La pratica Litigante è una di quelle che scottano a palazzo San Francesco e che dirigenti e politici non sono mai riusciti a sanare in questi anni. Ora ci pensa la determina 6 del 12 febbraio a firma della dirigente Filomena Sorrentino a mettere in pensione il maggiore. In realtà, il documento non fa altro che accogliere la richiesta di risoluzione del rapporto di lavoro dal primo marzo prossimo, presentata dallo stesso Litigante il 19 gennaio, approfittando della “finestra” aperta dal sindaco Annamaria Casini nei mesi scorsi per mandare in pensione anticipata i dipendenti. «Secondo alcuni consiglieri di minoranza sarei dovuto andare in pensione più di un anno fa», ricorda Litigante, «avevano torto, prova ne è il fatto che sto andando in pensione a marzo per mia scelta, con sei mesi di anticipo rispetto ad agosto 2019, che è il termine ultimo». Una volta risolta la questione sulla data del pensionamento, restano da sistemare tutti gli arretrati. Già, perché sono diverse le cause intentate dal maggiore ai danni del Comune per via delle mansioni superiori alla qualifica svolte durante gli anni di servizio, soprattutto da quando è andato in pensione l’ex comandante Gianni Febbo. L’ultima in ordine di tempo è quella del pignoramento avviato ai danni del Comune per circa 25mila euro, soldi mai versati come residui delle svariate cause intentate – e vinte tutte finora – per aver svolto un ruolo dirigenziale senza che gli venisse riconosciuto un aumento in busta paga. La prima causa vinta risale al 2014 e si riferisce al periodo 2006-2010, con un riconoscimento di circa 140mila euro di arretrati, a cui se ne aggiungono un’altra da circa 100mila euro e un’altra ancora da poco più di 20mila euro. Gli oltre 250mila euro sborsati finora dal Comune, però, non sarebbero tutti: mancano, rispetto a quanto stabilito dai giudici, circa 25mila euro di retribuzione di risultato dal 2012 al 2014 che il Comune non ha mai versato, tanto da costringere il capo della polizia ad effettuare un precetto e il conseguente pignoramento e poi un’altra causa da circa 60mila euro che si discuterà ad aprile prossimo relativa alle mansioni svolte fino al 2016 e un’altra, in preparazione, dal 2016 fino al pensionamento che vale altri 100mila euro circa. Un totale di 445mila euro, che il comandante punta a incassare, a cui andrà aggiunta la liquidazione. (f.p.)
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