Ricostruzione, arrivano 2,7 miliardi

Annuncio dal premier Conte in videoconferenza con Marsilio e Biondi, stanziamento destinato a progetti pubblici e privati
L’AQUILA. La ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto del 2009 non subirà interruzioni. Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ieri ha annunciato che nella prossima legge di bilancio saranno inseriti 2 miliardi e 750 milioni per finanziare gli interventi di ricostruzione privata e pubblica. Il rifinanziamento è necessario perché quello precedente aveva l’arco temporale 2015-2020 e nonostante che di quei 5 miliardi ce ne sono ancora da spendere un bel po’ (si parla di circa un miliardo) il rischio che nel giro di un annetto tutto si potesse bloccare era reale. Finora lo Stato fra fase emergenziale e fase della ricostruzione ha già concesso oltre 17 miliardi di euro.
L’ANNUNCIO. Il presidente Conte avrebbe voluto dare l’annuncio nel corso della visita prevista ieri a Barisciano che, causa Covid-19, è stata annullata. Si è svolto però un incontro in videoconferenza a cui hanno preso parte fra gli altri il presidente della giunta regionale Marco Marsilio, il sindaco Pierluigi Biondi, il capo della struttura di missione (l’organismo della presidenza del consiglio che si occupa di ricostruzione) Fabrizio Curcio, parlamentari abruzzesi fra cui Stefania Pezzopane, alcuni sindaci dei comuni del cratere e il prefetto Cinzia Torraco. Marsilio aveva preparato un dossier con alcune precise richieste e nel corso del suo intervento ha ricordato le recenti parole del presidente Mattarella: «La ricostruzione dell’Aquila resta una priorità e un impegno inderogabile per la Repubblica». Se il nuovo stanziamento di 2 miliardi e 750 milioni è una pietra miliare per la rinascita dell’Aquila ci sono anche altre questioni che Marsilio ha posto a Conte dopo aver riconosciuto al governo di essere già intervenuto per la stabilizzazione dei precari, impegnati da anni sul fronte della ricostruzione e che rischiavano di essere buttati fuori da un momento all’altro.
LE RICHIESTE DI MARSILIO. Marsilio ha “elencato” al premier questioni ancora aperte e per le quali serve l’intervento urgente del governo. Eccole nel dettaglio. 1) Contributo straordinario in favore del Comune dell’Aquila e dei Comuni del cratere del 2009. Si tratta di somme «a copertura delle maggiori spese e minori entrate conseguenti al sisma del 2009, relativamente al triennio 2021-2023. Il contributo è pari a 10 milioni di euro per il Comune dell’Aquila e 1,5 milioni di euro per i restanti comuni del cratere» e serve per assicurare gli equilibri finanziari degli enti. 2) Misure di semplificazione delle procedure di ricostruzione che significa anche «riconoscere ai sindaci – così come è stato fatto per l’edilizia scolastica – la possibilità di operare con i poteri commissariali e in deroga a diverse norme del Codice dei contratti, ciò al fine di avviare tutti gli interventi di ricostruzione dell’edilizia pubblica». Vanno inoltre «semplificate le procedure di ammissione a contributo delle pratiche di importo inferiore a 500mila euro» e «accelerati i pagamenti degli stati di avanzamento lavori in favore di imprese e professionisti impegnati nel processo di ricostruzione». Servono procedure semplificate anche per «i commissari degli aggregati (quelli nominati per inerzia dei presidenti ndr) interessati dagli interventi di ricostruzione privata, in particolare nella scelta dell’impresa appaltatrice e dei professionisti che può essere fatta facendo ricorso alle white list». Inoltre «definire al 30 giugno 2021 il termine per la presentazione delle istanze di richiesta di contributo post sisma, ciò al fine di ovviare all’eccessiva lentezza con la quale gli aventi diritto a contributo provvedono a presentare la documentazione necessaria per l’ottenimento dei contributi». 3) Marsilio chiede, nell’ambito del programma Restart «di introdurre una più puntuale e sostenibile programmazione degli interventi necessari per rilanciare il territorio aquilano, garantendo _ anche attraverso l’utilizzo del Recovery Fund _ una maggiore disponibilità di risorse per ambiente, turismo e cultura».
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