Ricostruzione, chiusi gli Uffici territoriali

2 Marzo 2017

La Pezzopane grida allo scandalo: i sindaci hanno anticipato i contributi e non hanno più denaro

L’AQUILA. «Ho sentito numerosi sindaci dei Comuni fuori Cratere 2009 delle province di Pescara, Chieti, Teramo e L’Aquila e mi hanno informata che da ieri gli Uffici territoriali per la Ricostruzione (Utr) sono chiusi per mancanza di personale. È vergognoso e allucinante». Lo afferma la senatrice Stefania Pezzopane, che aggiunge: «Nel decreto enti locali sono state messe le risorse adeguate per coprire le esigenze, ben 500 mila euro disponibili da giugno 2016. Invece, per inghippi e strane interpretazioni, le amministrazioni comunali hanno dovuto anticipare i compensi di tutti gli addetti alle relative e imprescindibili attività tecnico-amministrative e ora non hanno più fondi. I sindaci hanno ragione e a loro e ai lavoratori degli Utr va tutto il mio sostegno e la mia solidarietà».

«Il problema», prosegue la Pezzopane, «non riguarda una carenza normativa, abbiamo approvato fin da giugno un apposito emendamento al decreto enti locali e la prosecuzione di questi uffici è stata assicurata con vari provvedimenti sugli eventi sismici, di cui sono stata io stessa promotrice. La chiusura degli uffici è inaccettabile, specie per ostacoli di natura burocratica, che siamo impegnati a risolvere. Faccio appello alla sottosegretaria De Micheli, già attiva per risolvere il problema, a far sì che le strutture ministeriali risolvano positivamente la questione».

Poi, la senatrice aquilana del Partito democratico, illustra anche cosa è stato fatto ancora per l’Utr.

«In Parlamento abbiamo approvato la norma, abbiamo messo le risorse anche per il 2017, i Comuni stanno addirittura anticipando le somme da mesi: tutto ciò è pazzesco. Anche il vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, è stato interessato. Gli Uffici territoriali per la ricostruzione», sottolinea la Pezzopane, «sono strutture fondamentali perché prosegua la riqualificazione e il rilancio del nostro territorio. Nella delibera Cipe ci sono risorse adeguate e chiarimenti espliciti».

«Non se ne può più», conclude la senatrice Dem, «ogni volta spunta qualche problema burocratico, che danneggia il lavoro prezioso che stiamo facendo».