Ricostruzione, ecco i dati secondo il sindaco Cialente

25 Luglio 2015

L’AQUILA. A sei anni dal sisma sono rientrate, nelle case riparate, 41.262 persone. Un dato che lo stesso sindaco definisce «non precisissimo» ma che dà comunque un’idea sullo stato della...

L’AQUILA. A sei anni dal sisma sono rientrate, nelle case riparate, 41.262 persone. Un dato che lo stesso sindaco definisce «non precisissimo» ma che dà comunque un’idea sullo stato della ricostruzione. «Si dice che all'Aquila è tutto fermo. Sbagliato. Si è fatto molto» sottolinea Massimo Cialente «e se ci dessero retta, dando personale a sufficienza, massimo nel 2019 potremmo aver chiuso il centro storico del capoluogo, molti delle frazioni, e terminare per il 2021 anche le ultime frazioni, quelle che hanno avuto i minori danni. L’ultimo censimento, riletto e corretto dai nostri uffici, ci dice che sono residenti nel Comune circa 71.500 persone. Dunque» spiega il sindaco, «vuol dire che se 41.262 persone non sono più sfollate e se 12.517 sono ancora in Case e Map, nelle case A avevamo circa 12.500 persone. E' chiaro che sono dati approssimativi, perché dobbiamo considerare altre variabili, non ultimo gli studenti universitari. Comunque, danno un'idea di quale tragedia ci abbia colpito».

SFOLLATI. Il primo gennaio 2010 i cittadini ancora sfollati erano 53.779, il 31 maggio 2015 sono diventati 12.517, dei quali 10.258 ospitati nel progetto Case e 2,259 nei Map. «Vuol dire» rimarca Cialente «che sono rientrate a casa 41.262 persone. Il dato non è precisissimo, sia perché nel progetto Case vi sono anche non terremotati (sono i cittadini del bando fragilità sociale), sia perché dei 625 nuclei che erano in Cas, alcuni hanno scelto di rimanere per conto proprio in affitto e non accettare l’alloggio provvisorio. Comunque possiamo dire che sicuramente 40.000 persone almeno sono rientrate». CANTIERI CHIUSI. «Abbiamo poi fatto i conti» aggiunge Cialente «sulle case ricostruite, cioè con cantieri conclusi. Sono in tutto 13.249 pratiche per appartamenti e parti comuni, per 3.523 edifici in totale. Costo 1 miliardo 854 milioni. Di questi edifici, 378 sono nei centri storici (parliamo dell'intero comune), 22 sull'asse centrale, 2.945 nelle periferie, 178 in "territorio aperto". Abbiamo fatto un calcolo che ci dice che le periferie del capoluogo e frazioni sono state ormai ricostruite o in via di ricostruzione al 95,4%. I ritardatari sono coloro che hanno avuto vicende di ditte “sballate” o problemi condominiali o progettisti lenti. Considerando quello che abbiamo sofferto per i finanziamenti (fascia restituita compresa) credo di poter dire che è un record, se tale si può definire una ricostruzione post-sisma».

CANTIERI APERTI. I cantieri aperti sono 692 edifici, 210 nei centri storici, 47 sull'asse centrale, 405 nelle periferie 30 in territorio aperto. Lavori in corso di ultimazione, per un altro miliardo e 625 milioni. I cantieri in allestimento sono 277 (sono cioè stati finanziati), 82 edifici nei centri storici, 40 sull'asse centrale, 135 nelle periferie, per circa 366 milioni. Sono in fase di istruttoria 1.503 pratiche dei centri storici, 56 dell'asse centrale, 460 in coda alle periferie, per circa 1000 appartamenti, 96 in territorio aperto. «Alcune sono vecchia procedura, incagliate per vari motivi, quelle invece della nuova procedura sono in totale 1.540. Gli alloggi sostitutivi sono stati 568, mentre le case classificate A, in tutto 7.358, sono state subito riparate, con una spesa di 69 milioni».

Romana Scopano