Ricostruzione, il nuovo allarme: «Servono subito aiuti e proroghe»

Lo lanciano gli Ordini professionali: «Il 30 settembre scadono le domande per i contributi ai privati Ma l’avanzamento dei lavori è al di sotto delle aspettative e si rischiano numerosi contenziosi legali»
L’AQUILA. È nuovo allarme sulla ricostruzione privata: «È al di sotto delle aspettative». Lo lanciano gli Ordini degli ingegneri, degli architetti, dei geometri, dei geologi e dei periti industriali, che chiedono alle istituzioni di attivarsi per «l’aumento dei contributi per la ricostruzione» e per «l’emanazione di un provvedimento che abroghi il termine ultimo per la presentazione delle domande di concessione dei contributi per la ricostruzione privata post-sisma 2009». La scadenza era fissata al 30 settembre dell’anno scorso, mentre per gli interventi nei centri storici del cratere – escluso quello dell’Aquila – il termine è per il prossimo 30 settembre.
Ma secondo i professionisti, il Covid, la crisi energetica con il rincaro delle materie prime, il Pnrr e la corsa al Superbonus hanno piazzato troppi ostacoli, quindi «ad oggi lo stato d’avanzamento dei lavori dei Comuni del cratere è molto al di sotto di quelle che erano le aspettative». Non è di conseguenza avvenuta «l’auspicata accelerazione» della ricostruzione che le due scadenze volevano spingere. Senza proroghe, sempre secondo gli Ordini, «numerose pratiche tra quelle attese al protocollo sono correlate a spese già sostenute e impegni contrattuali già in essere e quindi l’eventuale mancato seguito al contributo configurerebbe scenari di contenziosi non auspicabili».
La lettera è firmata congiuntamente dai presidenti degli Ordini degli ingegneri, degli architetti e dei geometri sia della provincia dell’Aquila che di quella di Teramo, ma anche dal Collegio dei periti industriali dell’Aquilano e dall’Ordine dei geologi dell’Abruzzo. Destinatari sono i rappresentanti delle istituzioni: innanzitutto il presidente della Regione Marco Marsilio, poi il coordinatore dei sindaci dei Comuni del cratere Giovannino Anastasio, il tavolo di coordinamento degli stessi primi cittadini, il titolare dell’Ufficio speciale per la ricostruzione Usrc Raffaele Fico e tutti i sindaci dell’Aquilano e del Teramano.
Nella missiva, i professionisti spiegano nel dettaglio le difficoltà che sta incontrando la ricostruzione, rallentando il loro lavoro.
IL COVID
Innanzitutto il Covid: «Le condizioni emergenziali hanno influito sulla vita dei cittadini, delle comunità sociali, dell’organizzazione amministrativa con riflesso anche sui tempi di intervento, sulle condizioni generali del territorio e particolari anche degli uffici della pubblica amministrazione, tutti coinvolti dalle problematiche causate dal coronavirus e successive varianti». Ma il Covid ha anche influito sull’attività dei professioni stessi a causa «delle riunioni non in presenza, difficoltà di accesso presso gli uffici pubblici, indisponibilità del personale per contagio o causa quarantena».
IL SUPERBONUS
Poi la crisi dell’edilizia e i bonus: «La crisi generica dell’edilizia e gli interventi di agevolazioni fiscali in tempi stretti hanno portato altresì ad una fase di saturazione delle disponibilità di professionisti cooptati nelle pratiche di incentivi fiscali (Superbonus), problematiche di gestione degli appalti, servizi legati alle iniziative del Pnrr che influiscono sulle tempistiche e sul coinvolgimento dei cittadini nella fruizione degli aiuti dello Stato».
IL PNRR
E ancora: «Di recente le pratiche legate al Pnrr hanno avuto la priorità in termini di urgente impegno sia di professionisti sia di impiegati pubblici all’interno di enti quali Comuni, Regioni, Soprintendenze ed Enti Parco per assolvere alle numerose richieste, dei cittadini e dei Comuni, ravvicinate nel tempo e per ciò in gran parte inevase»
I RINCARI
Infine «l’attuale congiuntura economica legata anche agli eventi bellici e lo sconsiderato aumento dei prezzi in edilizia interferiscono con le tempistiche ed i provvedimenti inerenti la ricostruzione privata post sisma» e «l’aumento dei costi dell’edilizia derivanti dalle attuali condizioni di crisi ha come conseguenza l’esecuzione di minori opere a scapito della qualità degli interventi di miglioramento sismico ed energetico».

