Ricostruzione, in salvo i 250 milioni

24 Ottobre 2014

Giornata convulsa alla Camera fra smentite e conferme. Saltano i provvedimenti per le macerie e il personale precario

L’AQUILA. I 250 milioni di euro previsti nel decreto Sblocca-Italia per la ricostruzione sono salvi perché erano contenuti non nell’emendamento stralciato, ma nel testo del decreto ieri all’esame della Camera. Lo stralcio riguarda, invece, due punti dell’ultima parte dell’emendamento, quelli relativi alla complessa normativa sul trattamento delle macerie e alla trattenuta dell’1% dei fondi per la ricostruzione da destinare al personale precario. La precisazione dei parlamentari del Pd Stefania Pezzopane e Antonio Castricone è arrivata nel primo pomeriggio dopo il rincorrersi di notizie che davano ormai per scontata la cancellazione dei 250 milioni. Il primo a parlare di finanziamento ormai sfumato, era stato il deputato di Sel, Gianni Melilla che aveva anche definito «gravissima la scelta del governo Renzi di tener fuori L’Aquila e il cratere dalla legge di Stabilità». Gianluca Vacca (M5S) aveva poi rincarato la dose parlando di decreto «Anti-Abruzzo», mentre il presidente regionale di Forza Italia, Nazario Pagano si era spinto oltre, affermando «che l’accaduto testimonia lo scarso peso politico del presidente della Regione D’Alfonso e dei parlamentari del Pd». Tutti accusati da Pagano, che ha incluso nell’elenco anche Lolli e il sindaco Cialente, «di pressappochismo».

Accuse rispedite al mittente da Pezzopane e Castricone. «La Ragioneria dello Stato ha sollevato obiezioni, che supereremo nei passaggi successivi, su due punti: macerie e risorse per i precari. La battaglia per L’Aquila continua», ha precisato Pezzopane, «e sono riprovevoli le dichiarazioni allarmistiche di molti parlamentari che dimostrano di non conoscere i documenti in discussione».

«Capisco il ruolo e le esigenze politiche di chi è all’opposizione», ha affermato Castricone, «ma da parte loro non c’è stata la volontà di presentare alcun emendamento che riguardasse la ricostruzione. A chi parla di pressappochismo dico che le loro proposte sono state zero. Solo il Pd ha avuto interesse a tutelare L’Aquila».

Sulla vicenda è intervenuto anche Massimo Cialente. «Gli emendamenti esclusi verranno inseriti – spero – nella legge di Stabilità. Certo è che stiamo vivendo una situazione anomala: la burocrazia impone scelte alla politica. Posso affermare che la Ragioneria ha sbagliato e che ogni giorno viene disfatto parte del lavoro intessuto con fatica».©RIPRODUZIONE RISERVATA