Ricostruzione nel cratere 2009: fondi agli sgoccioli, rischio stop

In cassa restano 23 milioni per 56 comuni, l’Ufficio speciale chiede con urgenza somme al governo: «Da metà maggio saremo impossibilitati ad assegnare risorse, ci sarà un blocco dei nuovi cantieri»
L’AQUILA. I fondi sono agli sgoccioli e la ricostruzione dei paesi ora rischia di fermarsi. Almeno nella parte privata, a differenza di quella pubblica per cui sono in arrivo anche somme dal Pnrr. Restano infatti solo 23 milioni di euro per completare la ricostruzione privata nei 56 comuni del cratere sismico del 2009, cioè tutti quelli devastati dal terremoto tranne la città dell’Aquila. Parola di chi è in prima fila sul fronte della rinascita del territorio, il titolare dell’Ufficio speciale per la ricostruzione del cratere Usrc Raffaello Fico.
È lui, in una sollecitazione al governo, a parlare di «urgente necessità di ricevere l’assegnazione di fondi», lanciando un allarme vero e proprio: «Si valuta che le risorse disponibili possano garantire continuità ai processi di ricostruzione al massimo fino alla metà del mese di maggio 2023, successivamente l’Usrc sarà impossibilitato ad assegnare nuove risorse alle pratiche ammesse e questo comporterà inevitabilmente un blocco all’avvio di nuovi cantieri fintantoché non saranno rese disponibili nuove risorse per la ricostruzione futura».
IL SOLLECITO AL GOVERNO
Sono parole pesanti quelle scolpite nella lettera di Fico. La missiva dell’Usrc è datata 21 aprile ed è stata inviata alla Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio dei ministri. Ma è stata consegnata sabato 22 anche alla sottosegretaria all’Economia Lucia Albano, intervenuta a Navelli proprio per fare il punto sulla ricostruzione.
Ma in realtà la lettera rappresenta un sollecito e una integrazione, dopo una prima richiesta avanzata quasi due mesi fa. Si legge infatti: «Con riferimento alla nota di richiesta assegnazione fondi edilizia privata dei comuni del cratere e del fuori cratere, trasmessa con protocollo Usrc del 03/03/2023 si manifesta a codesta amministrazione la necessità urgente di ricevere l’assegnazione fondi volta ad assicurare continuità e accelerazione ai processi di ricostruzione privata post-sisma nei tempi tecnici occorrenti l'effettivo utilizzo delle somme al fine di garantire la necessaria dotazione finanziaria a copertura dei fabbisogni rilevati».
I TIMORI DEI SINDACI
«Siamo preoccupati, da metà maggio rischieremo di non poter pagare le fatture che ci verranno presentate dalle imprese», commenta Gianni Anastasio, primo cittadino di Pizzoli e coordinatore dei sindaci del cratere 2009. Sono infatti i Comuni a pagare direttamente i lavori della ricostruzione privata, attraverso fondi specifici dei municipi che vengono assegnati e poi rimpinguati dall’Usrc man mano che ne sorge la necessità. Ma ora anche l’Ufficio speciale, a detta del suo titolare Fico, ha fondi agli sgoccioli.
All’incontro a Navelli di sabato, in cui tra le autorità interessate erano presenti anche Fico e Anastasio, la sottosegretaria del governo Albano ha comunque promesso un intervento risolutivo: «Stiamo lavorando perché questi problemi possano essere risolti».
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