Ricostruzione privata, stop per lite: mega aggregati tra crolli e degrado

16 Luglio 2023

In 14 anni sistemato l’84% degli edifici della città, ma i contenziosi bloccano ancora grandi cantieri L’assessore Tinari: «Sono rimaste le situazioni più complesse, tentiamo di mediare tra i proprietari»

L’AQUILA. Quell’84% di lavori conclusi – sul totale di oltre 26mila interventi previsti – mostra che all’Aquila la ricostruzione privata dopo 14 anni è finalmente a buon punto (a differenza della ricostruzione pubblica ancora a rilento). Ma c’è un rovescio della medaglia: tra i nuovi condomini e i palazzi storici tornati a vivere, ci sono infatti interi isolati abbandonati, invasi dal degrado e colpiti dai crolli. E alcuni dei grandi aggregati sono diventati simbolo di quello che ancora non va nella ricostruzione aquilana. Due in particolare, entrambi in centro città ed entrambi vittime di aspri contenziosi legali tra i proprietari: “Il Moro” e “Fonte Preturo”, quest’ultimo conosciuto anche come “palazzo bombardato”.
Si tratta di due questioni delicate, finite nuovamente sul tavolo dell’assessorato comunale alla Ricostruzione privata guidato da Roberto Tinari. «Queste sono quelle più in vista, ma sono tantissime le pratiche bloccate per ragioni simili, anche nelle frazioni: da Camarda a Coppito e Preturo, solo per citare vicende che mi stanno impegnando direttamente nelle ultime settimane. In generale possiamo dire che sono rimaste da sbrogliare le situazioni più complesse. Ora abbiamo deciso di affrontarle di petto, tentando di mediare tra le parti», spiega l’assessore, che ha avviato un fitto calendario di vertici in municipio con i protagonisti delle liti che bloccano i cantieri.
IL MORO
Di nuovo i vigili del fuoco, di nuovo l’area transennata, per l’ennesimo crollo nei giorni scorsi dall’aggregato “Il Moro”, tra via Paganica e via San Benedetto in Perillis, cioè in pieno centro storico. Solo a fine maggio l’ultimo masso caduto in strada. Il pericolo c’è, mentre i lavori di ricostruzione non partono, nonostante una pratica praticamente già terminata a cavallo tra il 2018 e il 2019. Questo, a causa di un lungo braccio di ferro tra i vari proprietari, in particolare tra alcuni bollati come “ribelli”, che hanno avviato i lavori prima della creazione dell’aggregato, e il consorzio. Da qui continui intoppi. Dopo l’ultimo crollo, l’assessore Tinari ha convocato un faccia a faccia tra le parti in causa per tentare di risolvere l’impasse: l’appuntamento è per martedì pomeriggio. «Non è possibile vedere una situazione del genere in pieno centro storico», dice Tinari, «ho chiesto a tutti di mettere le carte sul tavolo e trovare un punto di incontro».
IL PALAZZO BOMBARDATO
Un passo in avanti di recente sembra averlo fatto il cosiddetto “palazzo bombardato”, ossia il condominio “Fonte Preturo”, l’enorme aggregato – in cui erano presenti anche aree dell’Anas e dell’Ater – in abbandono e ricoperto di sterpaglie e arbusti che svetta ancora su via XX Settembre.
È stato infatti nominato l’amministratore del condominio. «Lo incontrerò nei prossimi giorni in municipio», spiega l’assessore, «la sua nomina da parte del tribunale è un fattore positivo, perché finalmente ci dà un interlocutore con cui parlare per cercare una via di uscita in una situazione complicata».
Anche in questo caso, infatti, ci sono in ballo contenziosi recenti e vecchi, addirittura antecedenti al terremoto del 2009. In particolare quelli per lavori realizzati un paio di anni prima del sisma e mai pagati, che hanno visto lievitare il debito da tremila fino a 100mila euro. Nel condominio ci sono anche alloggi di proprietà del Comune, frutto soprattutto dello scambio con case equivalenti.
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