Ricostruzione pubblica: arrivano le nuove norme

Decreto del governo sancisce la semplificazione burocratica, esulta Biondi
L’AQUILA. A quasi 14 anni dal sisma, la ricostruzione degli edifici pubblici dell’Aquila è soltanto a metà. Parola del sindaco Pierluigi Biondi, che però esulta per il nuovo decreto del governo Meloni – firmato martedì sera – che può imprimere l’accelerazione tanto attesa. «La ricostruzione pubblica dell’Aquila e del cratere 2009 avrà le stesse norme semplificate previste per gli appalti del Pnrr», ha annunciato il primo cittadino. «Nel corso del Consiglio dei ministri, infatti, è stato approvato un decreto legge recante interventi urgenti in materia di protezione civile e di ricostruzione a seguito di eventi calamitosi, in cui sono previste procedure che snelliscono i passaggi relativi all’affidamento delle opere. Appena approvate consentiranno alle stazioni appaltanti di andare agevolmente e la ricostruzione pubblica, talvolta tallone d’Achille dell’intero processo, sarà sicuramente più spedita».
LE NUOVE NORME
È lo stesso Biondi a spiegare nel dettaglio alcune delle nuove norme: «Il provvedimento adottato dall’attuale esecutivo, possibile grazie a un impulso fornito dal Comune dell’Aquila e dai suoi uffici tecnici che non hanno mai mancato di far pervenire proposte e suggerimenti, consentirà di superare criticità spesso legate ad un quadro normativo molto articolato. L’estensione della possibilità di ricorrere alle misure speditive già adottate per il piano di investimenti per il Pnrr e del relativo Fondo complementare nei territori colpiti dal sisma 2009 segna una rivoluzione rispetto al passato, destinata ad attuarsi con più strumenti».
Quindi nel dettaglio delle misure: «Penso alla velocizzazione nelle fasi autorizzatorie con conseguente riduzione dei tempi previsti o alla possibilità di ricorrere all’appalto integrato – ovvero all’acquisizione contestuale del progetto ed esecuzione dei lavori da un unico operatore – che comporterà un accorciamento dei tempi delle gare d’appalto. A queste previsioni se ne aggiungono altre, a partire dai meccanismi premiali per le imprese virtuose così come il dimezzamento dei tempi dello strumento della conferenza dei servizi oppure la semplificazione delle procedure per i grandi interventi soggetti al parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Tanti tasselli con cui si potrà procedere al completamento di un mosaico complesso e variegato come quello del recupero di strutture e plessi pubblici, beni monumentali ed edifici di culto presenti in città e nelle nostre frazioni e che scontano ancora un evidente ritardo rispetto alla ricostruzione privata».
IL RINNOVO DEL PERSONALE
Continua Biondi: «Inoltre con il decreto si dà soluzione anche all’impasse generata dalla scadenza dei contratti dei due titolari degli Uffici speciali con una loro ulteriore proroga che consente di restituire agli ingegneri Salvo Provenzano e Raffaello Fico (rispettivamente direttori dell’Usra aquilano e dell’Usrc del cratere, ndr) il “potere di firma” che è di loro esclusiva competenza, quindi con la ripresa regolare delle attività, così come avevamo chiesto al ministro Nello Musumeci. Con lo stesso ministro siamo d'accordo che ulteriori necessità potranno essere presentate e prese in considerazione in corso di conversione del decreto razie al prezioso supporto dei rappresentanti abruzzesi eletti in Parlamento».
IL PD: «Non basta»
«Le aspettative del nostro territorio sull’attuale governo nazionale sono molto più alte dei risultati che Biondi rivendica», scrive il consigliere comunale del Partito democratico Stefano Palumbo, continuando: «Per il sindaco sono state riconosciute per la ricostruzione pubblica dell’Aquila e del cratere 2009 le stesse norme semplificate previste per gli appalti del Pnrr. Una decisione resa possibile grazie a una banale estensione delle semplificazioni ideate ed introdotte dal precedente governo Draghi. È a quest’ultimo quindi che andrebbe riconosciuto il merito, cosa che Biondi evita di fare. Almeno per eguagliare gli strumenti finanziari e normativi concessi all’Aquila dai predecessori di Meloni, ci aspettiamo fatti nuovi e realmente significativi, a partire da quelli richiesti dal consiglio comunale dell’Aquila sul Superbonus. Biondi, che vanta quotidianamente il suo rapporto diretto con il governo, si è fatto portavoce a Roma delle nostre istanze? Se sì, quali rassicurazioni ha avuto visto il poco o niente ottenuto con la manovra di Bilancio e col decreto aiuti-quater di cui il senatore Liris era relatore? Il sindaco sa che i grandi investimenti di tempo e risorse fatti negli ultimi due anni da studi professionali e imprese locali rischiano di non produrre niente se non l’ormai acclarato rallentamento della ricostruzione? ».
I NUMERI DELLA RICOSTRUZIONE
Secondo l’ultimo report di monitoraggio dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, che è datato 31 agosto 2022, sono 741 gli interventi di ricostruzione pubblica previsti in città, per un totale di quasi 2,4 miliardi di euro di spesa per sistemare uffici, scuole, case popolari, edifici storici e chiese. Ma sono solo 361 gli interventi completati del tutto, mentre 113 si trovano ancora nella fase di progettazione e 29 addirittura in quella iniziale della programmazione.
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