«Ricostruzione, si allungano i tempi»

Il presidente Cicchetti: più personale per sbloccare la macchina amministrativa e una task force per le opere pubbliche
L’AQUILA. La ricostruzione segna il passo. Scende del 20% il numero di occupati nell’edilizia, dato riferito all’ultimo biennio, e si allungano i tempi di espletamento delle pratiche della ricostruzione. Serve personale per sbloccare la macchina organizzativa, che si sta inceppando: a dirlo è il presidente dell’Ance, Adolfo Cicchetti, che ieri ha fatto il punto sulla ricostruzione pubblica e privata. «Dai dati forniti dagli uffici speciali vengono fuori elementi preoccupanti», ha esordito Cicchetti, «delle 1.630 pratiche presentate con la scheda parametrica, circa 750 devono essere ancora processate. Le pratiche ancora da esaminare sono attualmente 1.830».
Un gap riconducibile, secondo l’Ance, alla mancanza di personale. «Nella peggiore delle ipotesi, qualora permanga lo stesso numero di dipendenti negli uffici della ricostruzione, nettamente inferiore alle reali esigenze», ha evidenziato Cicchetti, «per completare l’esame delle pratiche del comune dell’Aquila ci vorranno altri 3-4 anni. Si arriverà al 2020 e i lavori di ricostruzione non termineranno prima del 2025, per i comuni del cratere la lavorazione delle pratiche richiederà altri sette anni, mentre i lavori di ricostruzione non termineranno prima del 2028». Il presidente dell’Ance ha posto l’accento anche sulla riprogrammazione delle risorse in scadenza: «Considerato che per la programmazione dell’impegno di spesa dei 2 miliardi e 100 milioni non sarà sufficiente il periodo 2018-2020», ha spiegato Cicchetti, «sarebbe opportuno prorogare la data di scadenza per l’utilizzo delle risorse già stanziate e garantire un continuo afflusso dei fondi per la ricostruzione». Note dolenti anche dalla ricostruzione pubblica «che segna il passo. Chiediamo la creazione di una task-force all’interno del Provveditorato alle opere pubbliche, che consenta di accelerare le pratiche. Nel comune dell’Aquila sono state portate a termine solo 292 opere pubbliche su 607 interventi previsti. La dotazione organica degli uffici della ricostruzione sta diminuendo e ha subìto una flessione del 20% perché molti tecnici e amministrativi hanno espletato concorsi per altri uffici. Anche la sospensione dell’attività della Struttura tecnica di missione, in scadenza il 30 settembre, potrebbe avere conseguenze negative su tutta la filiera della ricostruzione».
L’Ance chiede al governo «di avere una interlocuzione certa, dato che manca anche la figura del sottosegretario alla ricostruzione», ha fatto notare Cicchetti.
Tra le richieste avanzate l’integrazione del personale mancante e una task force per le opere pubbliche. «E ancora, va scongiurato il rischio del blocco dei trasferimenti statali per il pagamento dei lavori».
A fine conferenza stampa l’annuncio di Cicchetti: L’Aquila, nella persona del presidente dell’Ance, manterrà un ruolo guida sul piano nazionale con la delega alla ricostruzione, che era stata assegnata all’ex presidente, Ettore Barattelli. «La delega», ha concluso Cicchetti, «non è in discussione». (m.p.)
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