Ricostruzione, stop in due sedi decentrate

Si tratta degli uffici di Goriano e Cugnoli: non c’e la copertura finanziaria per pagare il personale
L’AQUILA. Attività sospese negli sportelli decentrati degli uffici territoriali dell’area omogenea 5 (Cugnoli), provincia di Pescara, e 7 (Goriano). Quel che i sindaci denunciavano già 4 mesi fa si è alla fine verificato: le attività della ricostruzione di decine di Comuni fuori cratere sono da ieri ufficialmente ferme, bloccate, una “pesante battuta d’arresto” (scrivevano i sindaci in una lettera accorata inviata al governo nel settembre scorso) che ora si abbatte come una scure in particolare sui Comuni convenzionati con gli ormai ex Utr di Cugnoli (30 Comuni per un totale di 543 pratiche e 140 milioni) e Goriano (17 Comuni, 100 pratiche e 39 milioni): a cavallo tra le province di Pescara e Chieti i primi; ricadenti nella provincia dell’Aquila i secondi (Valle Subequana, Valle Peligna, Valle del Sagittario e Alto Sangro). Una sorta di epilogo annunciato, dato i ritardi con cui il governo ha messo in campo tutti gli strumenti e le nomine dirigenziali e politiche per portare avanti la ricostruzione post-sisma 2009. Ma per i sindaci non è il momento di far polemiche. E così per Lanfranco Chiola, sindaco di Cugnoli e rappresentante dell’area omogenea 5, la chiusura dell’Utr è «un atto dovuto» e confida che entro pochi giorni tutto possa risolversi con un emendamento. «Tenuto conto che non ci sono stati aggiornamenti alle disposizioni legislative che fino al 2018 hanno previsto un contributo per le spese del personale impiegato per l’espletamento delle pratiche relative ai Comuni fuori cratere, attualmente non ci sono le coperture finanziarie», si legge nella sospensione firmata due sere fa da Chiola. Fino a nuove disposizioni dal governo, dunque, le pratiche dei progetti per nuove ricostruzioni di edifici sono ferme, così come il pagamento degli Stati di avanzamento dei lavori. Una situazione che ha ricadute anche sulle imprese edili, oltre che sui dipendenti dell'ufficio. Sono 6 i tecnici per l’area omogenea di Cugnoli, 5 per quella di Goriano che si occupano della ricostruzione dei Comuni fuori cratere. La beffa, per questi lavoratori (pagati con fattura e non assunti), è che a tutt’oggi sono in attesa di ricevere i pagamenti per tutto il 2018. In sostanza, c’è la copertura finanziaria per coprire il 2018 ma le risorse ancora non vengono trasferite; mentre resta l’incognita per il 2019. Finora, infatti, non c’è certezza su questa copertura finanziaria, eccetto la promessa e l’impegno espressi il 6 gennaio dal sottosegretario Vito Crimi, che ha la delega alla ricostruzione da dicembre. La speranza dei sindaci è che Crimi riesca a fare approvare un emendamento ad hoc entro la metà del mese. Intanto, però, anche il sindaco di Goriano Sicoli, Rodolfo Marganelli, annuncia che le attività di ricostruzione dei Comuni fuori cratere sono sospese. Lo spettro è quello della presunta volontà di non trasferire altre coperture. (m.g.)
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