«Ridateci la tensostruttura» Cesaproba pronta alla rivolta

24 Gennaio 2017

MONTEREALE. «Siamo le uniche persone costrette a stare in una struttura in muratura perché da una settimana aspettiamo una tensostruttura che non arriva». Così alcuni residenti di Cesaproba di...

MONTEREALE. «Siamo le uniche persone costrette a stare in una struttura in muratura perché da una settimana aspettiamo una tensostruttura che non arriva».

Così alcuni residenti di Cesaproba di Montereale, nel cuore dell’epicentro del terremoto, descrivono la loro situazione. «Tra scosse e neve alta oltre un metro non sappiamo dove andare, il problema è principalmente per anziani e bambini».

L’appello viene rilanciato daNando Giammarini, di Cabbia di Montereale, che nel corso di un sopralluogo nel suo paese d’origine ha riscontrato che, tra la gente, «c’è un clima di terrore e d’impotenza. I residenti sono impauriti e si chiedono dove andare se dovesse arrivare una scossa forte. In mezzo alla neve?».

A Cesaproba già esisteva una tensostruttura, che è stata però distrutta dal peso delle abbondanti nevicate. «Quanto ci vuole a montare una tensostruttura», si chiedono i residenti. «Possibile che la tanto decantata attivissima Protezione civile regionale e nazionale non riesca a risolvere questo problema in tempi rapidi? A fronte di questa scandalosa situazione si chiede a gran voce la rimozione di tutti i dirigenti della protezione civile abruzzese. E non a torto. Se in caso di calamità come l’attuale in cinque giorni non si riesce a montare una tensostruttura, allora le istituzioni delegate alla assistenza della popolazione non hanno ragione di esistere».

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci originario di Cesaproba. «Sono giorni che abbiamo fatto richiesta alla protezione civile regionale di una tensostruttura per Cesaproba, circa 600 abitanti. Ma tutto è fermo per pastoie burocratiche. Se non arriva chiederò le dimissioni di tutto il sistema di protezione civile abruzzese. Si rimbalzano le competenze dalla Protezione civile alla prefettura ma i camion sono pronti a partire e per la burocrazia sono bloccati. Intanto, anziani e bambini sono in condizioni molto disagiate. È ora di dire basta nella gestione dello Stato in questa maniera».

Il sindaco Massimiliano Giorgi ha rappresentato la gravissima emergenza in tutto il territorio comunale e ha ringraziato le forze dell’ordine e tutti i volontari intervenuti.