Rientro nelle scuole, vertice sui trasporti

22 Aprile 2021

I presidi puntano a una presenza al massimo del 75%. L’Ama: «Corse già potenziate, siamo pronti»

L’AQUILA. Fare il punto della situazione relativa ai trasporti pubblici. Con questo obiettivo si è svolta ieri mattina una riunione in prefettura con i rappresentati di Ama (Azienda mobilità aquilana), Tua (società unica abruzzese di trasporto), ufficio scolastico provinciale, Regione e Comune. Un incontro che si è reso necessario all’indomani dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del nuovo decreto Covid che indica il ritorno in presenza degli studenti delle superiori nelle zone gialle e arancioni dal 60 al 100% mentre in zona rossa fino al 75%. «Da quello che abbiamo potuto capire, i presidi intendono arrivare a una presenza al massimo del 75%», spiega Patrizia Liberati, responsabile Movimento dell’Ama, «questo ci fa stare piuttosto tranquilli poiché il nostro servizio è già tarato per questi numeri. Anzi: allo stato attuale sono molti i posti liberi sugli autobus». L’azienda, infatti, già da qualche tempo ha attivato 12 corse bis, la maggior parte delle quali dirette a Colle Sapone, mentre le altre a servizio dei Musp del Cotugno.
«La Regione ci ha chiesto di non abolire queste corse e così faremo», continua l’ingegnere, «anche per questo ci sentiamo abbastanza tranquilli: attualmente le disponibilità di posti sono abbondanti rispetto alle richieste. Le nostre corse, infatti, erano già calibrate su una presenza al 75% degli studenti delle superiori, mentre oggi è ancora al 50%».
Un altro importante dato riguarda la scelta degli studenti di utilizzare mezzi alternativi a quello pubblico. «In tanti hanno proprio abbandonato il mezzo pubblico. Secondo un sondaggio realizzato con l’Unione provinciale degli studenti, ben il 28% del 50% dei ragazzi che frequenta in presenza le scuole superiori ha modificato le abitudini precedenti, trovando soluzioni diverse rispetto al bus». Un dato che ha un doppio significato: «Il calo ha agevolato i trasporti a livello di capienza, ma ha creato molti problemi a livello economico», spiega la Liberati. Rispetto al 2019, infatti, sia gli incassi che il numero di biglietti e abbonamenti è sceso di oltre il 50%: un vero e proprio tracollo per l’azienda.
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