Rifiuti, bocciato l’affidamento al Cogesa

Sulmona, il Consiglio di Stato ritiene illegittima l’assegnazione del servizio: «Serviva un appalto»
SULMONA. L’affidamento diretto dei servizi del ciclo integrato dei rifiuti stabilito tre anni fa dal Comune di Sulmona al Cogesa non è legittimo. Lo hanno stabilito i giudici del Consiglio di Stato per i quali bisognava indire la gara d’appalto mentre il Comune ha proceduto ad assegnare il servizio in house, essendo uno dei soci prevalenti della società che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti per conto di 51 Comuni della regione. I giudici hanno rilevato, infatti, che «Cogesa non risulta legata al Comune di Sulmona da un genuino rapporto di delegazione interorganica (essendo quantomeno carente del requisito dell’attività prevalente)». Di parere contrario il Comune che nelle memorie difensive ha più volte ribadito che l’affidamento diretto è stato possibile proprio perché il 58% dell’attività del Cogesa è rivolta al Comune di Sulmona. Nel primo grado di giudizio il Tar aveva respinto il ricorso dell’Undis, legittimando l’atto del Comune di Sulmona. A proporre il ricorso erano stata la Undis e la Am Consorzi, società che come il Cogesa, operano nel campo dello smaltimento e del riciclaggio dei rifiuti. Una sentenza quindi che potrebbe rimettere tutto in discussione e obbligare il Comune a fare marcia indietro annullando il contratto con il Cogesa e procedendo a una nuova gara d’appalto per affidare sia il servizio di smaltimento dei rifiuti che lo spazzamento delle strade. Servizio, quest’ultimo, che prima veniva effettuato direttamente dal Comune, poi con l’affidamento al Cogesa, era finito nelle mani della società insieme a tutti i lavoratori comunali addetti allo spazzamento. Tuttavia secondo i più informati la sentenza dei giudici del consiglio di Stato se da un lato annulla la delibera del Consiglio comunale, dall’altro non toccherebbe gli atti del rapporto nato tra Comune e Cogesa. Quindi, in sostanza, potrebbe non cambiare nulla con buona pace dell’Undis e di tutti quelli contrari all’affidamento diretto. La sentenza arriva in un momento teso dopo che, il sindaco di Pratola Antonella Di Nino, in questi giorni, pur essendo socio Cogesa, ha annunciato che il suo Comune andrà a gara per l’affidamento del servizio. Stessa cosa ha fatto il sindaco di Prezza Marianna Scoccia che aveva contestato al Cogesa tariffe troppo alte. (c.l.)
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