Rifiuti bruciati, si avvicina una bonifica

11 Ottobre 2020

Aggiudicati i lavori: per le casse comunali salasso da 250mila euro. La ditta proprietaria fallì

AVEZZANO. All’orizzonte dell’ex Effe System, il sito contaminato nell’area del nucleo industriale di Avezzano, andato in fumo quasi 10 anni fa, si intravede l’attesa operazione di bonifica. Il lungo iter, segnato da tanti incidenti di percorso che ne hanno rallentato le procedure, è giunto finalmente alla meta: il dirigente del settore ambiente, l’ingegner Stefano Di Fabio, ha aggiudicato il lavoro per «la rimozione dei rifiuti abbandonati nel sito industriale dismesso a rischio potenziale, in via Galileo Galilei», all’impresa Cf Ambiente. Con un ribasso pari al 31,31% (5.157 di oneri di sicurezza non soggetti a ribasso) il Comune dovrà sborsare oltre 250mila euro (la base d’asta era circa 350mila): la ditta ha sbaragliato la nutrita concorrenza formata da 42 imprese; 15 ammesse alla fase finale su sorteggio. L’operazione di bonifica del sito, seppur parziale, poiché per l’intero lavoro occorrono un milione e 350 mila euro, è ai nastri di partenza: scatterà alla fine dei tempi tecnici per eventuali ricorsi delle imprese concorrenti rimaste al palo.
Lavoro in “danno”: l’intervento, infatti, è stato messo in cantiere dal Comune chiamato ad adempiere dal tribunale fallimentare di Sulmona in sostituzione dell’azienda dei rifiuti fallita che non ha dato corso alla bonifica del sito. La prima tranche della rimozione interesserà circa un terzo dei rifiuti andati in fumo e la messa in sicurezza del resto del pattume e del materiale plastico ammassato dentro e fuori dello stabile, per poi passare alle analisi propedeutiche alla bonifica completa dell’area. L’anno 2020, quindi, farà registrare il primo passo in avanti per il progetto redatto dalla società Rcopoint engineering, che doveva prendere il largo nell’anno 2018, quasi otto anni dopo l’incendio che devastò l’area occupata dall’ex società Effe system divorando gran parte dei rifiuti ammassati e generando rabbia tra i cittadini per un inquinamento che forse si poteva evitare.
L’impianto aprì i battenti tra il 2003 e il 2004 nell’ambito della gestione e trattamento dei rifiuti sull’area in affitto da un’altra società. Nel 2005 la società fallì, qualche anno dopo il rogo. Ora il Comune fa scattare il primo intervento e le operazioni per recuperare le spese, mentre per completare l’opera occorrerà un altro milione di euro. (m.s.)