Rifiuti dall’Aquila, ora è battaglia Biondi: «Ricatto campanilistico»

Il 31 dicembre scade la convenzione del 2018: il consorzio peligno vuole 10 euro in più a tonnellata Il sindaco minaccia di portare la spazzatura altrove. E si infiamma lo scontro con Sulmona
SULMONA. Una diatriba un po’ politica e un po’ campanilistica, ma soprattutto uno scontro che rischia di pesare sulle tasche dei cittadini. In ballo c’è il rinnovo dell’accordo tra Consorzio intercomunale per la gestione dei servizi ecologici e ambientali spa (Cogesa) e Aquilana società multiservizi spa (Asm): da un lato la società di 25 Comuni della Valle Peligna che gestisce la discarica sulmonese di Noce Mattei, e dall’altro la partecipata aquilana che raccoglie i rifiuti nel capoluogo e li getta, appunto, a Noce Mattei.
la trattativa sul rinnovo
Oggetto dello scontro è il rinnovo dell’accordo che scade il 31 dicembre. In pratica Asm nel 2018 ha concordato con Cogesa 110 euro per ogni tonnellata di spazzatura che finisce in discarica. Il consorzio peligno ne chiede ora 10 in più per i conferimenti del 2021, e vuole trattare per gli anni a venire. Del resto, come tutti, anche il Cogesa del presidente Nicola Guerra deve fare i conti con l’ aumenti dwi costi energetici. Il capoluogo però vuole tirare al massimo fino a 117 euro a tonnellata per tre anni, nonostante Cogesa, tra l’altro, ne vorrebbe 136 dai soci al di sotto del 65% di differenziata (L’Aquila non è socio, ma comunque è al 39%). L’accordo va trovato a breve, possibilmente entro le prime settimane di gennaio. In caso contrario hanno tutti da rimetterci: il consorzio peligno perderebbe tra i due e i tre milioni di introiti; l’Asm, e quindi L’Aquila, dovrebbe portare l’immondizia altrove, ovviamente con costi maggiori che, indirettamente, in un modo o nell’altro si ripercuoteranno sulla Tari che pagano gli aquilani.
il campanile
Il sindaco del capoluogo Pierluigi Biondi ha lamentato un «clima antiaquilano» che serpeggia tra i Comuni del Cogesa e di amministratori «sobillati» a fini esclusivamente campanilistici. L’aumento chiesto, che farebbe lievitare la spesa dell’Asm di 2-300mila euro all’anno, viene ritenuta eccessiva. In questo contesto Biondi sente di avere il coltello dalla parte del manico: «Il Cogesa senza i soldi dell’Aquila non si regge», ha detto, «L’Aquila e l’Asm non falliscono, quella società probabilmente sì». Un atteggiamento che ha fatto storcere il naso nello stesso capoluogo, a partire dalle prese di posizione dell’opposizione consiliare.
«basta minacce»
Lo scontro si è consumato qualche giorno fa nella riunione del controllo analogo del Cogesa. «È emersa la volontà di tutti i soci e dell’amministratore unico Asm Lanfranco Massimi di trovare un punto comune per il rinnovo», sostiene Il Passo possibile, associazione civica che conta quattro consiglieri in municipio, «la richiesta economica di Cogesa per il 2021, a seguito di maggiori costi, è di 220mila euro in più rispetto all’accordo del 2018». Per Il Passo possibile si è di fronte a «un paradosso: per Biondi non costituirebbe un problema reperire 700-800mila euro in più all’anno per portare altrove i rifiuti, ma sembrerebbe un problema dare 220mila euro in più per il 2021, e per gli anni seguenti, a una società pubblica come Cogesa. Chiediamo al sindaco di non gettare benzina sul fuoco o fare minacce, bensì di far prevalere il senso di responsabilità».
differenziata carente
Che il capoluogo abbia molto da migliorare sulla raccolta differenziata non è una novità. In passato su questo tasto hanno battuto anche i comitati di cittadini della zona di Noce Mattei. E nell’occasione qui torna a insistere il Pd aquilano: «Il sindaco, incapace di garantire un servizio fondamentale, preferisce denunciare un “inspiegabile clima anti-aquilano”. Si tratta davvero di un clima inspiegabile? Trova giusto», chiede il Pd, «che un Comune virtuoso sia costretto a pagare di più dell’Aquila solo perché il sindaco pensa di poter alzare la voce paventando il rischio fallimento per il Cogesa?».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

