Rifiuti nel fosso, ex dirigenti Cam nei guai

25 Gennaio 2018

In tre finiscono sotto processo per irregolarità nella gestione dei depuratori di Collarmele e Pescina

AVEZZANO. Tre ex dirigenti del Consorzio acquedottistico marsicano sono finiti sotto processo per una serie di presunte violazioni ambientali. Si tratta di Luca Erminio Ciarlini, 60 anni, di Roma, all’epoca dei fatti contestati direttore generale nonché consigliere di gestione delegato del Cam, Giuseppe Venturini, 50 anni, di Tagliacozzo, ex amministratore delegato col compito di coordinare la manutenzione degli impianti di depurazione, e Antonio Di Cesare, 58enne di Civita d’Antino, responsabile dell’Ufficio tecnico del Cam.
Le accuse sono contenute in un corposo fascicolo portato in Procura dagli agenti della Forestale di Celano.
L’inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore Guido Cocco e fa riferimento a un controllo avvenuto nell’ottobre 2013, quando vennero fermati due operai del Consorzio acquedottistico impegnati in manovre con un camion autospurgo.
Secondo l’accusa, le violazioni in materia ambientale contestate riguardano il trasporto non autorizzato di rifiuti non pericolosi dall’impianto di Collarmele a quello di Pescina. Sempre per l’accusa, poi, il 28 ottobre 2013 rifiuti liquidi sono stati sversati nel corso d’acqua denominato Fosso Pantano a Collarmele. Inoltre, i fanghi provenienti dal trattamento delle acque reflue, stando all’indagine della Forestale di Celano, sono finiti dall’impianto di Collarmele (completamente fermo al momento dell’accertamento) a quello di Pescina, omettendo la necessaria comunicazione agli uffici della Provincia dell’Aquila.
La prima udienza in tribunale, per i tre imputati, è fissata per giovedì primo febbraio.
Venturini è assistito dall’avvocato Antonio Milo. (r.rs.)
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