Rifiuti, sconti per gli operatori turistici

Parte dall’Alto Sangro un progetto pilota per il riciclo del pattume, così Tari più bassa del 50 per cento
SULMONA. Turisti consapevoli del loro impatto sull’ambiente e ristoratori che fanno dei rifiuti una risorsa. Questa la duplice e ambiziosa valenza del progetto pilota che parte dall’Alto Sangro, coinvolgendo i 300 imprenditori e ristoratori della zona nel processo virtuoso dell’economia circolare. In sostanza si punta al riutilizzo delle materie di scarto, ovvero dei rifiuti, soprattutto della frazione organica, per avere un risparmio sulla tassa che può sfiorare il 50 per cento. Il progetto parte dalla Dmc Alto Sangro Turismo, in collaborazione col Cogesa e con la Green management solution.
I modelli e i sistemi che ne deriveranno potranno, inoltre, permettere al turista di avere cognizione di come e quanto possa impattare o contribuire alla salvaguardia e conservazione ambientale del luogo in cui si reca in vacanza. Per questo le lezioni, che saranno tenute dal professore Stefano Tonziello, sono rivolte anche ad amministratori e funzionari di Comuni e pubbliche amministrazioni che dovranno mettersi al pari col regolamento sulla tassa dei rifiuti. In pratica, l’intento è quello di non ricomprendere nella parte di tariffa variabile i ristoratori e gli imprenditori del turismo che decidono di attivare un percorso virtuoso sui loro rifiuti, mandando a riciclo soprattutto l’organico.
«Si potrebbe arrivare al risparmio di quasi il 50% della Tari», è intervenuto Ernesto Paolo Alba, presidente Dmc, «un dato notevole se si tiene conto che per un’azienda media si spendono dai 30 ai 50mila euro l’anno per lo smaltimento dei rifiuti». Il costo dell’operazione è di 48mila euro, finanziati con fondi ex Fas e con contributi di altri enti, tra cui il Cogesa.
«Ci rendiamo conto che un’iniziativa del genere va contro gli interessi della società con una perdita di fatturato stimata fra il 20 e il 30%, allo stesso modo non possiamo non tener conto delle esigenze dei nostri Comuni soci e in questo caso di quelli a vocazione turistica», ha aggiunto l’amministratore unico di Cogesa Vincenzo Margiotta.
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