Rifiuti tossici interrati Venti anni di silenzi

14 Ottobre 2020

AVEZZANO. Polizia locale a caccia dei responsabili dell’interramento dei rifiuti plastici nell’area del nucleo industriale.Gli agenti del Nucleo ambiente, edilizia e patrimonio guidati dal capitano...

AVEZZANO. Polizia locale a caccia dei responsabili dell’interramento dei rifiuti plastici nell’area del nucleo industriale.
Gli agenti del Nucleo ambiente, edilizia e patrimonio guidati dal capitano Adriano Fedele, vice comandante della polizia locale, hanno avviato le indagini per individuare gli autori dello scempio ambientale che potrebbe aver inquinato anche la falda acquifera: il dossier sarà presentato alla Procura di Avezzano. Le indagini sono dirette innanzitutto verso le diverse aziende che si sono susseguite negli anni con le attività nel capannone industriale di via Edison (già individuate) acquisito dall’Arap dopo il fallimento della società Ditomplast: l’azienda che operava nel campo dello stampaggio delle materie plastiche e di produzione di nastri decorativi, imballaggi e confezionamento, fallì nel 2000. Il sito, un’area di 9.400 metri quadrati, di cui 3.400 occupati dall’ex opificio, fu acquisito dal consorzio per lo sviluppo industriale di Avezzano (oggi Arap) che lo affittò a diverse aziende: la prima si occupava di verniciatura di materiale ferroso; le altre tre lo utilizzarono come magazzino per lo stoccaggio dei materiali.
Contestualmente l’Arap ha avviato le procedure per affidare l’incarico di dissotterramento del materiale plastico, attorno a 250 metri cubi, che è stato interrato in due buche.
L’operazione, oltre al recupero delle centinaia di quintali di materiale nascosto sottoterra, prevede la caratterizzazione dei rifiuti per il successivo smaltimento in un sito idoneo, nonché l’esame del terreno per capire se il materiale plastico interrato da chissà quanto tempo potrebbe avere inquinato la falda acquifera.
Il rischio di inquinamento, quindi, è reale.
All’Arta (Agenzia regionale di tutela ambientale) il compito di fare chiarezza sulla natura del materiale e sugli eventuali effetti sulla falda acquifera e l’ambiente. Intanto il nucleo ambiente, edilizia e patrimonio della polizia locale, sotto le direttive del comandante, Luca Montanari, continua le indagini per individuare gli eventuali responsabili dello smaltimento illecito dei rifiuti plastici che non sarebbe una novità nell’area del sito industriale: già nel 2017, infatti, su alcune porzioni di terreno vicino al capannone sono stati rinvenuti rifiuti di varia natura. Le responsabili, qualora venissero accertate, potrebbero essere molteplici, anche da parte di chi sapeva e non ha mai denunciato lo scempio ambientale sotto i suoi piedi. (m.s.)
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