Rifiuti, via libera agli aumenti del 10% su 12.500 bollette

Gli adeguamenti scatteranno col conguaglio di novembre L’opposizione: «Saranno penalizzati bar e ristoranti»
SULMONA. Stangata di mezza estate sui rifiuti: il consiglio comunale dà il via libera all’aumento del 10% sulle bollette della Tari. Con dieci voti favorevoli della maggioranza e sette contrari dell’opposizione, come da previsione, è stata varata la stangata che coinvolgerà circa 12.500 utenze. «Con maggiori penalizzazioni per le attività di ristorazione e bar» denuncia l’opposizione.
Gli aumenti della Tari arriveranno con la bolletta-conguaglio di novembre.
Nelle casse comunali entreranno 258mila euro in più rispetto allo scorso anno.
Il rincaro è stato determinato da 120mila euro di debiti fuori bilancio e dall’adeguamento del contratto collettivo nazionale di Federambiente a cui sono soggetti i dipendenti del Cogesa, la società pubblica che si occupa del servizio integrato dei rifiuti.
Un “ritocco” costato al Comune 113 mila euro, tanto che al riguardo non sono mancate critiche e perplessità da parte dell’opposizione.
«L’adeguamento contrattuale non può essere a carico dei cittadini» ha affermato Gianfranco Di Piero di “Sulmona al centro” «con l’affidamento del servizio al Cogesa, il Comune ha trasferito il personale a un altro Ente ma praticamente i cittadini, con l’aumento della Tari, pagano il rinnovo del contratto di tali lavoratori. Siamo in presenza» ha aggiunto Di Piero «di una spesa incontrollata. Questa è una previsione che non convince sia dal punto di vista della legittimità che sotto il profilo giuridico».
L’opposizione ha annunciato che chiederà una formale revisione del contratto stipulato tra Comune e Cogesa. Tale contratto, infatti, prevede che l’eventuale variazione del costo della mano d’opera ricada sul committente, in questo caso il Comune. Clausola ritenuta penalizzante dall’opposizione, che ha anche sottolineato lo stato di degrado in cui versano alcune zone della città, tra cui la villa comunale.
Il consigliere Mimmo Di Benedetto, che è anche impegnato in prima persona con i volontari delle frazioni che ripuliscono gratuitamente le aree periferiche della città, ha sollecitato il potenziamento dei controlli per fermare chi sporca la città, compresi i proprietari dei cani.
«Pretendiamo degli obiettivi anche in termini di contestazioni» ha sottolineato Di Benedetto «anche per sensibilizzare a non sporcare».
I consiglieri di opposizione Luigi La Civita e Luigi Santilli hanno accusato il sindaco Peppino Ranalli di disattendere le promesse ai cittadini, tra cui quella di non aumentare le tasse.
«Il servizio di igiene urbana» ha spiegato il primo cittadino Ranalli «deve essere ai livelli delle città più grandi e sono sicuro che, in futuro, il costo dei servizi potrà essere ridotto grazie a un’azione forte del Comune e seguendo gli investimenti del Cogesa».
Il consiglio comunale ha deciso di mantenere invariate le tariffe di Tasi e Imu e ha approvato il piano di alienazione immobiliare 2015 con qualche contestazione dell'opposizione.
Alla base del malcontento la decisione di mettere in vendita alcune case-parcheggio senza però avere avviato iniziative concrete sul fronte della politica della casa in un momento di forte disagio sociale. In aula è approdato anche il bilancio di previsione 2015.
Le entrate, rispetto al 2014, sono aumentate di 2 milioni di euro, sfiorando quota 21 milioni. Elemento caratterizzante l’incremento delle tasse con l'istituzione, da parte del governo centrale, di Tasi e Tari. Con la Tari il Comune di Sulmona incasserà 3 milioni 620 mila euro, mentre con la Tasi 2 milioni e 300 mila euro. Le spese correnti sono aumentate di 2 milioni di euro, passando da 18 a 20 milioni.
Chiara Buccini
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