Rilancio delle aree interne con i progetti partecipativi

CAPITIGNANO. Il Comune di Capitignano guarda al futuro e progetta una «strategia di rilancio attraverso la coprogettazione partecipativa». L’idea è quella di puntare sulle risorse locali: i prodotti...
CAPITIGNANO. Il Comune di Capitignano guarda al futuro e progetta una «strategia di rilancio attraverso la coprogettazione partecipativa». L’idea è quella di puntare sulle risorse locali: i prodotti tipici e quindi il settore agricolo, la cura del patrimonio ambientale, la valorizzazione delle tradizioni locali.
Il tutto coinvolgendo gli abitanti, le associazioni e coloro che si vogliono mettere in gioco con idee e iniziative. Si tratta in poche parole di sperimentare «forme nuove di rilancio socioeconomico del territorio e di contrasto allo spopolamento delle aree interne».
La strategia elaborata dal Comune di Capitignano in collaborazione con Teco (Territorio e comunità) è stata presentata ieri nel corso di una conferenza stampa dal sindaco Franco Pucci. Il percorso, iniziato ad aprile 2022, è stato suddiviso in tre fasi: analisi socioeconomica del territorio, incontri partecipativi per l’individuazione degli elementi di forza di Capitignano, elaborazione della pianificazione strategica di comunità e coprogettazione di un percorso condiviso di crescita.
«Dopo anni di stop a causa dei terremoti – 2009 e 2016 – e della pandemia», ha detto il primo cittadino, «finalmente si riparte con i progetti partecipativi. È fondamentale il coinvolgimento dell’intera comunità. Oggi presentiamo i risultati della prima fase del progetto che ha evidenziato e indicato la strada da percorrere. Nella seconda fase istituiremo la Denominazione di origine comunale, la Deco, che servirà a certificare i prodotti dell’eccellenza locale. Dobbiamo essere consapevoli», ha sottolineato Pucci, «che insieme alla ricostruzione materiale è anche, se non soprattutto, necessaria una rigenerazione socio-economica. Bisogna promuovere l’agricoltura, il turismo e tutti quei processi che possono garantire un sostentamento economico dignitoso a persone coraggiose e volenterose che vogliono rimanere nei nostri piccoli borghi altrimenti destinati a scomparire».
«Dal mio insediamento, circa un anno e mezzo fa», ha detto ancora il sindaco, «abbiamo conseguito dei risultati notevoli grazie al dialogo con le persone e alla partecipazione. Abbiamo preso coscienza di essere una comunità vitale e attiva». Punto di forza della “strategia” sono le associazioni locali. Dopo più di 30 anni ad esempio è stata ricostituita la Pro loco. Stanno ripartendo le iniziative dell’associazione Alto Aterno che, insieme a Capitonius, al gruppo degli Alpini, all’associazione calcistica, alla Confraternita, al Comitato pro San Flaviano 1997 e ai molti gruppi di volontariato, offrono un sostegno concreto all’amministrazione. Ringrazio tutti fin da ora», ha concluso il primo cittadino, «per le attività che hanno svolto e che vorranno svolgere in futuro. Un grazie particolare», ha concluso il primo cittadino, «ad Alessandro Gioia della Teco per il lavoro che sta facendo e naturalmente ai componenti dell’amministrazione e ai consiglieri comunali sempre presenti e attivi nello svolgimento delle loro funzioni».
Tra i prodotti locali da valorizzare ci sono la pastinaca (assimilabile alla carota), la patata, il cece.
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