Rimborso tasse, è l’ultimo anno di rate

A dicembre titolari di partite Iva e dipendenti verseranno l’ultima quota a copertura del 40% delle imposte sospese
L’AQUILA. Il 2021, con il suo carico di attese e speranze per il superamento della pandemia, segnerà comunque una svolta per gli aquilani. Questo, infatti, sarà l’ultimo anno in cui titolari di partita Iva e lavoratori dipendenti verseranno il rimborso al 40 per cento delle tasse non pagate durante l’emergenza terremoto nel 2009.
A dicembre si chiuderà dunque una vicenda che, come altre legate alla tragedia di quasi 12 anni fa, ha segnato la storia della città e di decine di migliaia di sfollati. Andrà a finire negli archivi e tra i ricordi un’operazione di enorme impatto non solo per le sue proporzioni numeriche, in termini sia di persone coinvolte sia di risorse economiche in ballo, ma anche per la battaglia sociale che l’ha contrassegnata. Taglio e rateizzazione delle imposte, rimaste in sospeso nel periodo immediatamente successivo al sisma, sono stati frutto di mobilitazioni e contestazioni anche accese all’indirizzo del governo dell’epoca guidato da Silvio Berlusconi, oltre che di un’intensa attività diplomatica a livello parlamentare. Se non ci fossero state né le une né l’altra, gli sfollati da gennaio 2010 sarebbero tornati a pagare le tasse come prima del terremoto e da giugno avrebbero dovuto versare gli arretrati in 60 rate. Per gli aquilani che fino al quel momento avevano beneficiato delle cosiddette “buste paghe pesanti”, proprio perché non decurtate dalle trattenute fiscali, sarebbe stata un’ulteriore mazzata. Dai calcoli fatti in quel periodo emerge infatti che hanno ottenuto la sospensione del pagamento delle tasse oltre 20mila partite Iva, tra aziende e lavoratori autonomi, per un importo di 180 milioni di euro che crescono a 640 milioni se si considerano gli sgravi riconosciuti ai dipendenti. La prospettiva di dover sborsare tutto e subito spinse alla protesta migliaia di contribuenti esasperati. Ne nacquero numerose manifestazioni davanti ai palazzi del governo, la più eclatante delle quali il 7 luglio del 2010, sotto la residenza romana del premier, finì con gli aquilani manganellati dalle forze dell’ordine. La lunga battaglia si concluse oltre un anno dopo. Era l’inizio di novembre del 2011 quando il presidente della giunta regionale e commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi annunciò la presentazione di un emendamento alla legge finanziaria da parte del sottosegretario Gianni Letta che risolveva il problema. Gli sfollati avrebbero restituito il 40 per cento delle tasse non pagate, versando il corrispettivo in 120 rate. Il primo esborso, con trattenuta sulla busta paga, scattò dunque a gennaio del 2012. Questo appena iniziato, insomma, è il decimo anno di pagamento e si concluderà a dicembre con il versamento della 120ª rata. Sarà in qualche modo la fine di un’epoca tra tante ferite ancora aperte, alcune delle quali non si rimargineranno mai.
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