Rimborsopoli in Regione, assolto Di Paolo

Cene nei ristoranti pagati con la carta di credito dell’Ente, si sgonfia l’accusa per l’ex assessore: «Sentenza che fa giustizia»
CANISTRO. Era finito sotto processo per cene o pranzi in compagnia nei ristoranti delle province di Rieti, Roma e Napoli. Spese sostenute con una carta di credito intestata alla Regione Abruzzo. Accuse cadute nel processo concluso ieri in un’aula del tribunale di Rieti.
Angelo Di Paolo, ex assessore regionale ai Lavori pubblici, attuale sindaco del Comune di Canistro, è stato assolto con formula piena perché il fatto non sussiste.
Formula pronunciata dai giudici al termine di una vicenda iniziata nel 2014, con l’inchiesta battezzata Rimborsopoli che si è clamorosamente sgonfiata col tempo. La procura della Repubblica di Pescara aveva emesso 25 informazioni di garanzia, con invito a comparire per truffa aggravata nei confronti della Regione Abruzzo, peculato e falso ideologico riguardo a rimborsi per una serie di missioni istituzionali. Tra gli indagati anche l’ex presidente Gianni Chiodi, ugualmente assolto con formula piena, tempo addietro.
Ieri mattina è stata la volta dell’ex assessore Di Paolo, imputato per il reato di peculato. Al politico marsicano venivano contestati nove rimborsi in diversi locali tra Lazio e Campania, per un totale di 1.283,50 euro. Tutte spese fatte con una carta di credito Visa intestata e assegnata dalla Regione Abruzzo come mezzo di pagamento per le spese da sostenere in occasioni di missioni in Italia e all’estero. Secondo l’accusa i pagamenti erano riferibili a servizi estranei ai fini istituzionali. Fatti avvenuti tra il 2 dicembre 2009 e il 19 ottobre 2012. Il processo è stato celebrato a Rieti, tribunale competente per territorio, visto che secondo l’accusa il primo, presunto reato si era consumato in un locale di Corvaro.
Il legale dell’ex assessore regionale Di Paolo, l’avvocato Antonio Milo, ha dimostrato che tutte le spese fatte con la carta hanno avuto fini istituzionali. «Una sentenza che fa giustizia, dopo tante sofferenze patite dal mio assistito», sottolinea l’avvocato Milo, «Di Paolo ha sempre perseguito l’interesse pubblico e ha vissuto con grande sofferenza questa accusa di avere illecitamente utilizzato una carta di credito della Regione Abruzzo. A nome anche del mio assistito ringrazio la magistratura che ha dimostrato serenità e imparzialità nel giudizio, senza alcun pregiudizio o supina adesione alla tesi accusatoria». (r.rs.)
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