Rinasce la storica piazza e gli scavi tornano aperti

Taglio del nastro dopo la riqualificazione, il sindaco: «Qui c’è la nostra identità» Tolte le barriere intorno ai resti della collegiata: ora i cittadini potranno visitarli
AVEZZANO. Ora che è stato sollevato il drappo simbolico sulla nuova piazza San Bartolomeo, può dirsi ufficialmente avviato l’ambizioso progetto di riportare in vita l’antico centro storico di Avezzano. Un’area che ha conosciuto la devastazione del sisma del 1915 e che per troppi anni è rimasta relegata ai margini della città. Un insulto alle oltre 10mila vittime e alla memoria della tragedia che ha segnato il territorio marsicano. Adesso che la piazza è stata riconsegnata alla comunità, impossibile non guardare oltre e a sottolinearlo è stato lo stesso sindaco Gianni Di Pangrazio durante la cerimonia al castello Orsini, che ha preceduto il taglio del nastro davanti ai resti della collegiata: un progetto affascinante che nascerà attorno alla piazza rinnovata e che dovrà riportare alla luce quello che era il centro storico della città prima del terremoto.
la nuova piazza
L’opera di riqualificazione appena ultimata ha stravolto il volto della San Bartolomeo che conoscevamo fino a qualche mese fa: nuova pavimentazione (con la “chicca” del lastricato a ricreare l’ombra della collegiata e del campanile e la riproduzione della vecchia campana della chiesa, attualmente custodita all’Aia dei Musei), una piccola area verde all’ingresso di via Lolli e sedute in marmo a richiamare la vicina area archeologica. E sta proprio negli scavi la novità sostanziale dell’intervento: niente più barriere tra la piazza e i resti della collegiata distrutta dal sisma. Anche qui sono state posizionate alcune panchine, oltre all’illuminazione a led che renderà il tutto più suggestivo nelle ore notturne. I lavori sono stati seguiti dal dottor Luigi Marino, storico attivista del quartiere e da anni in prima linea per il recupero di San Bartolomeo. «L’anima della città ha gradito quello che abbiamo fatto, vale a dire ridare identità a un luogo sacro per Avezzano togliendolo dal degrado e riconsegnandolo alla comunità», dice Marino. La seconda fase dell’intervento prevede anche l’abbattimento dell’edificio delle dogane con il conseguente allargamento della piazza verso via Vezzia. Ma per tempistiche e modalità se ne parlerà nel 2024. «Ho avuto la fortuna di tagliare tanti nastri in diverse occasioni», aggiunge il sindaco Di Pangrazio, «ma questa ha un sapore diverso. Con piazza San Bartolomeo restaurata, rendiamo onore alla bellezza dei luoghi e riallacciamo il filo con la nostra identità. Diamo luce a un pezzo di storia che in passato era il cuore pulsante di Avezzano e della Marsica e che, invece, per lunghi anni è stato trascurato fino a quando nel 2015 abbiamo fatto ripartire i lavori agli scavi». A incuriosire però è l’intero progetto dell’Avezzano vecchia, presentato dall’architetto Luca Piccirillo e che deve ancora reperire le risorse necessarie alla realizzazione (servono circa 4 milioni di euro): via Lolli e via Vidimari dovrebbero cambiare volto, così come l’area tra il castello Orsini e piazza Torlonia con la suggestiva passerella ciclopedonale di cui molto si è parlato nei mesi scorsi. Anche l’edificio dell’ex Omni sarà riqualificato e riconvertito in centro culturale con pinacoteca e laboratorio artistico.
la cerimonia
Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato anche Cristina Collettini della Soprintendenza di L’Aquila e Teramo e la funzionaria Emanuela Ceccaroni. Gli scavi nell’area di San Bartolomeo furono avviati nel 2015 per poi essere ripresi negli ultimi mesi. La Soprintendenza ha curato i lavori di pulizia dei reperti. Anche Poste Italiane ha voluto omaggiare la rinascita di San Bartolomeo con un annullo filatelico e la presentazione del bollo speciale e della cartolina dedicata. Il vescovo Giovanni Massaro ha invitato i partecipanti «a preservare e amare la propria comunità».
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