Riparte il cantiere del Duomo e anche di Palazzo Margherita

12 Maggio 2020

Si è rimessa in moto lentamente la macchina dell’edilizia post-sisma, ma molti i lavori ancora fermi Placidi (Tsa): per il Teatro Comunale ci vorranno almeno altri tre anni, siamo parecchio indietro 

L’AQUILA. Una partenza a rilento per i cantieri della ricostruzione. Non tutte le ditte hanno scelto di riprendere i lavori ieri, vista la normativa stringente legata all'emergenza coronavirus, con l'applicazione di un protocollo sanitario e organizzativo dettagliatissimo.
Ma a pesare è anche la scelta del Comune – che intanto ha annunciato l'anticipo del pagamento dei Sal alle aziende della ricostruzione – di rendere obbligatori i tamponi per tutti gli operai edili, entro 14 giorni dal ritorno in cantiere. Per le imprese più piccole tutto questo, in soldoni, rappresenta un problema.
Sono ripartite intanto due opere simbolo della città, il Duomo e Palazzo Margherita, oltre agli aggregati delle ditte che hanno già espletato le procedure di messa in sicurezza sanitaria. Lavori fermi, invece, al Teatro comunale, dove secondo l'ex assessore alla Ricostruzione pubblica della giunta Cialente, Vladimiro Placidi, chiamato a seguire i lavori come consulente del Tsa, «il Teatro non riaprirà prima di tre anni».
RIPARTONO I CANTIERI. Gru in piazza Duomo e a piazza Palazzo. Operai e mezzi in movimento lungo corvo Vittorio Emanuele e nella zona della Fontana Luminosa. Dopo un lockdown di due mesi, la macchina della ricostruzione ha ripreso a viaggiare, con l'obbligo del monitoraggio delle maestranze, da sottoporre, come preteso dal sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, a tampone anti-Covid obbligatorio. Intanto, per le aziende impegnate nei cantieri della ricostruzione, il Comune ha disposto l’anticipo del pagamento delle rate dello Stato avanzamento lavori (Sal), indipendentemente dal raggiungimento dell’importo minimo stabilito nel contratto: su richiesta delle ditte potranno essere corrisposte rate di acconto sull’ammontare del contratto ogni qualvolta l’importo dei lavori eseguiti e contabilizzati raggiunga una somma minima di 30mila euro, per i contratti fino a 500mila euro, e di 50mila euro per i contratti oltre i 500mila euro. «Una boccata d’ossigeno per tutte le imprese che hanno dovuto sospendere le lavorazioni a causa della pandemia», il commento di Biondi e dell’assessore alla Ricostruzione, Vittorio Fabrizi, «un’azione connessa all’attività del Comune, che nel bimestre marzo-aprile ha liquidato circa 67 milioni di euro».
Paolo Romano, capogruppo do Italia Viva al Comune, chiede però «risorse per misure anti-Covid nei cantieri».
TEATRO COMUNALE. «Il Teatro Comunale non sarà inaugurato prima di tre anni». A dichiararlo è l'ex assessore Placidi che sta seguendo, per conto del Tsa e con incarico gratuito, le procedure di ristrutturazione dell'edificio, in raccordo con il Comune e il segretariato Mibac, ente esecutore. Terminato il primo lotto, da 11 milioni di euro, si sta procedendo alla progettazione del secondo, con 5 milioni dal Cipe. Tra i tecnici che stanno seguendo la progettazione figura l'architetto Elisabetta Fabbri, che ha firmato il restauro della Fenice di Venezia, del San Gallo e del Petruzzelli. «Il progetto iniziale», spiega Placidi, «è andato a riscoprire, dopo un'analisi filologica della struttura e delle sue trasformazioni, il vecchio teatro, che si ispira al San Carlo di Napoli, con il ripristino dell'originario assetto di fine Ottocento, compresa la possibilità di riaprire l'orchestra sotto il proscenio». La prima parte dell'opera è terminata nel 2018. «Il secondo lotto riguarda la parte impiantistica, l'allestimento del palcoscenico e il collaudo delle opere».
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