Rissa in centro, in tre a processo Seminarono il panico tra la gente

Il grave episodio accadde davanti all’Annunziata nella notte tra il 30 giugno e il primo luglio del 2019 Un’aggressione a suon di calci e pugni. Due i feriti di cui uno colpito al volto con una bottigliata
SULMONA. Approda al tribunale di Sulmona una delle vicende giudiziarie più attese legate alla movida violenta e alle risse del sabato sera. Tre giovani tra i 26 e i 30 anni sono comparsi ieri davanti al giudice monocratico, Francesca Pinacchio, per il processo che li vede imputati per il reato di lesioni aggravate. Si tratta di Massimo Di Rocco e Luigino Spinelli, entrambi di origine rom, e Simone Savese che, nella notte tra 30 giugno e il primo luglio del 2019, furono protagonisti di una rissa in centro finita davanti al palazzo dell’Annunziata.
Quella sera corso Ovidio, nel cuore della città, si trasformò in un campo di battaglia, con sedie e tavoli che volavano, calci, pugni ed anche una bottigliata sferrata in pieno volto ad uno dei protagonisti della zuffa. L’esplosione di violenza seminò panico e scompiglio tra le centinaia di persone che in quel momento, così come normalmente accade nelle serate estive, affollavano corso Ovidio.
A sopportare le conseguenze peggiori della rissa fu colui che diede via alla furibonda lite, cercando di colpire il suo rivale con il collo di una bottiglia che aveva appositamente rotto. La lite infatti ebbe inizio tra Savese e Di Rocco per futili motivi e solo successivamente intervenne Spinelli a difesa del suo amico. Lo scontro violento si consumò in una manciata di minuti, prima nella vicina via Pantaleo, poi fin davanti alla scalinata dell’Annunziata.
In due finirono in ospedale: uno con quindici giorni di prognosi, un altro con trenta giorni, costretto a sottoporsi a un intervento chirurgico all’ospedale San Salvatore dell’Aquila. I tre protagonisti della rissa vennero assicurati alla giustizia grazie alle indagini della Squadra anticrimine del commissariato.
Nel corso della prima udienza il giudice Pinacchio che era pronto per ascoltare alcuni dei testimoni che quella sera erano presenti alla rissa, ha dovuto disporre il rinvio del processo per mancanza di notifica ad uno degli imputati.
L'udienza è stata quindi aggiornata al 23 del prossimo mese di marzo. Due degli imputati, ovvero Massimo Di Rocco e Simone Sevese risultano coinvolti in un altro procedimento analogo.
La vicenda più grave riguarda Di Rocco finito sotto indagine perché ritenuto responsabile di una delle ultime aggressioni messe in atto nei confronti di due giovani di Sulmona, uno dei quali è finito in ospedale con una prognosi di trenta giorni. Per Di Rocco, proprio in relazione alla rissa finita ora davanti al giudice, fu disposto il Daspo, il divieto, cioè di avvicinarsi a bar e pub della città.
Ora, alla luce dell’ultimo episodio sfociato nell’aggressione ai due giovani, per Di Rocco è stato chiesto l’aggravamento della misura cautelare con la sorveglianza speciale sulla quale, il magistrato deve ancora esprimersi.
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