Rissa, obbligo di firma per i tre indagati

23 Marzo 2022

La lite un mese fa alla Fontana Luminosa: il giudice ha revocato gli arresti per i due baristi e il cliente

L’AQUILA. Misure cautelari alleggerite per i due baristi (Michea Metta 22 anni dell’Aquila e Lucian Gabriel Safta 21 anni originario della Romania e residente a Monterale) e il cliente ubriaco del loro locale (Giovanni Ciucci 51 anni dell’Aquila) finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di rissa aggravata dai futili motivi. A Ciucci sono contestate anche di lesioni personali. I tre sono ritenuti gli autori della violenta lite, finita a bottigliate, avvenuta la notte tra il 19 e il 20 febbraio nella zona della Fontana Luminosa. Le misure cautelari, emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila Marco Billi, su disposizione del pubblico ministero Marco Maria Cellini, erano state eseguite dagli agenti della Volante in servizio alla questura. Ieri mattina, dopo l’interrogatorio, il gip ha emesso un’ordinanza di revoca degli arresti sostituendo la misura cautelare dei domiciliari con l’obbligo di firma: tutti i giorni, alle 12 (festivi esclusi) i tre dovranno presentarsi dalla polizia di giudiziaria. Il giudice ha quindi accolto le richieste di revoca della misura cautelare avanzate dagli avvocati. In particolare il legale di Safta, l’avvocato Giulio Agnelli, aveva ritenuto le misure troppo severe per un ragazzo incensurato non ravvisando né la pericolosità sociale, né la possibilità di reiterazione del reato. La revoca dei domiciliari era stata richiesta anche per consentire al suo cliente di potersi recare al lavoro. L’altro barista, Metta, è difeso dall’avvocato Chiara Camponeschi, mentre il cliente ubriaco, Ciucci, è difeso dal collega Gaetano Petrilli. Nella vicenda risulta coinvolto, seppur marginalmente, un quarto indagato. Si tratta di I.P. (45) dell’Aquila. La lite, poi degenerata in rissa, sarebbe partita «dall’asportazione di una lattina di birra». Oltre alle testimonianze di due passanti e di una dipendente del bar, fondamentali ai fini delle indagini sono stati i filmati delle telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso tutta la scena consentendo agli inquirenti di ricostruire i fatti.
La violenta rissa davanti al bar del centro storico aveva indotto il questore, Enrico De Simone, a emettere un provvedimento di chiusura dell’esercizio commerciale per 5 giorni, in base all’articolo 100 del Tulps. (f.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.