Rissa per il conto del kebab, scatta il Daspo

Tutti i ventotto locali di Sulmona vietati per due anni a una coppia. Ma c’è anche la controdenuncia
SULMONA. Non aveva voluto pagare il conto e alle rimostranze della proprietaria ha risposto con minacce e offese prendendo a botte il cognato che nel frattempo era intervenuto in aiuto della titolare. Ora arrivano i primi provvedimenti per marito e moglie, entrambi di origine macedone, che per due anni non potranno più entrare nei 28 bar di Sulmona, pena la reclusione da sei mesi a due anni e una multa da ottomila a ventimila euro. Non solo. I due sono stati denunciati anche per estorsione. I fatti risalgono allo scorso 8 settembre: all’interno di un locale gestito da una famiglia di origine turca la coppia di macedoni, dopo aver mangiato e bevuto, si sarebbe rivolta alla proprietaria dicendo che avrebbe pagato a fine mese. La titolare non ha accettato e ha invitato i due a saldare il conto: ne è nata un’accesa discussione, con la proprietaria offesa e strattonata davanti alla figlia minore. In difesa della titolare, è intervenuto il cognato. Quella sera il 28 enne macedone, restò steso a terra per circa un’ora in attesa dell’ambulanza prima di essere trasportato in ospedale, dove i medici gli hanno diagnosticato un trauma contusivo della testa e del massiccio facciale con deviazione della piramide nasale, oltre a una contusione al ginocchio sinistro. Ora per lui e la moglie sono arrivati anche Daspo e denuncia. I due, tramite il loro legale, l’avvocato Roberta Polce, sostengono a loro volta di essere stati malmenati tanto da inoltrare regolare denuncia nei confronti del cognato della proprietaria del bar intervenuto in suo soccorso. (c.l.)

