Risse in centro storico, lettera al prefetto

21 Luglio 2024

Rappresentanti di categoria e cittadini: «Controlli, rimpatri e protocolli speciali per una città sicura»

L’AQUILA. Stavolta, a scendere in campo, sono i rappresentanti delle associazioni di categoria e dei cittadini, tutti insieme. E lo fanno con una lettera aperta indirizzata al prefetto dell’Aquila, Giancarlo Di Vincenzo, a firma del presidente Confcommercio L’Aquila, Alberto Capretti; del presidente Cna L’Aquila, Giorgio Carissimi; quello di Conflavoro, Ugo Mastropietro; quello di Conflavoro turismo, Monia Buontempo; la presidente di Mamme per L’Aquila, Valeria Baccante; quella dell’associazione commercianti via Verdi, Sabrina Perrotti; associazione Commercianti corso stretto, Massimo Cotellessa; L’Aquila città di persone, Roberta Gargano; Commercianti via Patini, Chiara Ricci; Commercianti corso Federico II, Armenuhi Passayan; Antiche dimore aquilane, Giuliano Di Nicola; L’Aquila Young, Marcello Di Giacomo; Paq Center L'Aquila, Alice Cimoroni.
«Consapevoli che ormai la situazione criminalità in centro storico non è più accettabile da chi vi lavora, da chi vi abita e da chi la frequenta, segnaliamo nuovamente e uniti il grave problema di sicurezza che interessa la città. La continua escalation di fatti criminosi, ad opera di gruppi di baby gang, risse, rapine, scippi e aggressioni, ormai all’ordine del giorno, fino ai gravissimi fatti dell’ultima settimana verificatesi tra il parco del Castello e piazza Regina Margherita, hanno esasperato gli animi di tutta la popolazione. Il tessuto economico, colonna portante della vita cittadina, lamenta una drastica riduzione dell’affluenza e un senso di insicurezza diffuso durante l’espletamento della propria attività; i residenti stanno andando via; gli avventori preferiscono altri luoghi commerciali prima di affrontare insicurezze nei parcheggi e nelle strade abbandonate del centro; donne e adolescenti sono i più a rischio. Questa città trova enormi difficoltà a ricostituirsi e va trattata in maniera diversa dalle altre, dove i centri storici sono presidiati da attività economiche, professionali e residenti. Vista la situazione non più tollerabile a causa delle troppe case famiglia e dei Cas autorizzati, non tenendo conto della fragilità sociale di questo territorio ancora in ginocchio; visto che la sicurezza pubblica è un diritto fondamentale e un prerequisito del benessere della nostra comunità e per la prosperità del tessuto economico, chiediamo con urgenza: di attivare controlli serrati nelle case famiglia e nei Cas; controlli serrati nei banchi dei Compro Oro; rimpatri per i soggetti ritenuti socialmente pericolosi; un protocollo per un servizio d’ordine misto “Operazione Strade Sicure”, per garantire la sicurezza pubblica, e debellare definitivamente la delinquenza nel centro storico. Attivare inoltre, insieme ai cittadini, un protocollo di “controllo di vicinato». (t.d.b.)