Ristorante nel mirino dei carabinieri

Castellafiume, è stata ordinata la sospensione dell'attività di preparazione e somministrazione del pesce crudo
CASTELLAFIUME. Immediata sospensione dell’attività di preparazione e somministrazione del pesce crudo e il divieto di utilizzo di 300 chilogrammi di alimenti non tracciati e tenuti in cattivo stato, che sono stati immediatamente distrutti. È il provvedimento adottato dai carabinieri del Nas di Pescara nei confronti di un ristorante di Castellafiume (L'Aquila). Durante l’ispezione – secondo quanto riferisce una nota dei carabinieri della compagnia di Tagliacozzo a firma del capitano Edoardo Commandè – sono stati trovati oltre 300 chilogrammi di alimenti di origine animale e vegetale in cattivo stato di conservazione per presenza di muffa, bruciature da freddo, tracce di irrancidimento, conservati in frigoriferi congelatori sporchi. Il controllo rientra nel quadro delle attività di routine predisposte dal Nucleo anti-sofisticazione dei carabinieri per il periodo estivo. Durante l’estate, è noto che gli alimenti, soprattutto quelli di origine animale, sono facilmente deteriorabili e i processi di conservazione devono essere più accurati. Al gestore del ristorante sono state contestate altre infrazioni, tra cui quella di aver esercitato l’attività di preparazione e somministrazione del pesce crudo senza darne preventiva comunicazione all’autorità competente; aver mantenuto il ristorante con carenze igienico-sanitari e strutturali; aver omesso di aggiornare il piano di autocontrollo. Sul posto è intervenuto il dirigente del servizio veterinario della Asl dell’Aquila, che ha disposto il divieto di somministrazione degli alimenti oggetto del provvedimento. Nel corso dell’ispezione sarebbero state rilevate irregolarità relativamente alla tracciabilità e le informazioni sugli alimenti ai consumatori, con specifico riferimento agli allergeni. Nella nota dei carabinieri si quantifica il valore dell’attività inibita che, comprese le attrezzature, ammonterebbe a circa 50mila euro, mentre gli alimenti distrutti ammonterebbero a 10mila euro.
I titolari del ristorante ritengono, invece, che l’ammontare è di gran lunga inferiore ai 50 mila euro. Inoltre, i titolari hanno tenuto a precisare che il ristorante non ha subìto alcuna interruzione nella sua quotidiana attività e che tutto procede normalmente. Viene precisato inoltre che nel corso del controllo è stata sequestrata e distrutta solo una torta gelato che doveva essere servita per cena.
Infine, i titolari fanno rilevare che la carne che si trovava nel frigo proveniva dalla vicina macelleria che aveva subìto un guasto all’impianto di refrigerazione e, pertanto, era stato chiesto al ristorante la momentanea conservazione.(d.p.)
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