RistoratoriAq in “piazza” per difendere le attività

28 Aprile 2020

Daniele Mancini, del direttivo dell’Associazione: il nostro movimento è dal basso siamo preoccupati per il futuro, consegneremo simbolicamente le chiavi al sindaco 

L’AQUILA. Prima uscita ufficiale per la neonata associazione di titolari di attività della ristorazione, 140 in tutto, che ha assunto il nome di RistoratoriAq Vs Virus. La seconda parte del nome dell’Associazione, sparirà appena passerà l’epidemia, perché – come sottolinea Daniele Mancini, del direttivo – «la nostra è un’Associazione che nasce per resistere in questo periodo durissimo di quarantena a causa del Covid-19, ma guarda esattamente al dopo-epidemia, quando molti di noi avranno grossissime difficoltà economiche, e non solo, e la resilienza sarà disperata».
L’Associazione RistoratoriAq, come primo atto ufficiale, ha aderito alla manifestazione della consegna simbolica delle chiavi delle loro attività al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che dovrà farsi carico di portare le esigenze e le istanze degli operatori del settore al presidente della Regione, Marco Marsilio, che a sua volta dovrebbe trasmetterle al Governo.
«La nostra è una manifestazione simbolica trasversale», sostiene Mancini, «che non sposa ideologie politiche, ma vuole costituire, all’Aquila, qualcosa di nuovo, sulla base dell’intramontabile motto “l’unione fa la forza”. Che non vuol dire contrapposizione alle istituzioni, locali, regionali o nazionali, ma presentarci sempre con proposte collaborative. Un fatto che all’Aquila non si è mai registrato, perché siamo sempre stati divisi dagli individualismi. Ecco perché la nostra Associazione è nata soprattutto per ricominciare dopo il coronavirus. Ma in questo momento», aggiunge Daniele Mancini, «insieme vogliamo far sentire la nostra voce, perché il momento è di enorme difficoltà e noi giovani (Mancini ha 33 anni, ndr) vogliamo dare un taglio alle piccole liti e invidie di bottega, che hanno caratterizzato purtroppo le generazioni precedenti. Divisi non si va da nessuna parte».
Per questo motivo l’Associazione RistoratoriAq ha aderito alla manifestazione, che a livello nazionale si svolge con l’organizzazione del movimento Horeca, per domani, quando andranno sotto alle sedi comunali a consegnare simbolicamente le chiavi delle loro attività ai sindaci.
«Con questo non significa che facciamo parte del movimento nazionale Horeca: siamo nati per far sentire la voce dei ristoratori aquilani a qualsiasi livello, anche se siamo consapevoli che la nostra è un’Associazione ancora debole, la nostra voce per ora è difficile farla sentire. Ma non vogliamo essere legati alle organizzazioni sindacali di categoria o a qualsiasi movimento o associazione che abbia una matrice politica partitica, sia di sinistra, che di destra o di centro», precisa Daniele Mancini. «Vogliamo essere svincolati e collaborare con le istituzion,i quando c’è da proporre, e far sentire il nostro pare quando c’è da prendere decisioni che riguardano il nostro settore. Abbiamo un progetto importante e quando si convocheranno riunioni per decidere il nostro destino, vogliamo essere presenti. Non sempre, anche dal nostro mondo, spesso c’è chi si rende conto delle enormi difficoltà che abbiamo, come in questo caso con il lockdown».
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