Ritardi sull’anticorruzione Alta tensione in Comune

17 Agosto 2017

Tagliacozzo, l’Autorità nazionale apre procedimento nei confronti della giunta Possibili sanzioni fino a 10mila euro. Il sindaco: «Colpe del segretario»

TAGLIACOZZO. L’Autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone ha avviato un procedimento sanzionatorio nei confronti del Comune di Tagliacozzo. La presunta colpa? Non avere presentato nei tempi previsti per legge l’aggiornamento del Piano triennale anticorruzione. E non è cosa di poco conto, soprattutto in un municipio al centro di un’inchiesta giudiziaria che ha portato alla caduta della precedente amministrazione.
La vicenda dell’Anac ha fatto emergere attriti, in particolare fra il sindaco Vincenzo Giovagnorio e il segretario comunale Nicola De Nardo. Il Comune rischia una sanzione da mille a 10mila euro.
La questione era stata sollevata lo scorso giugno dal consigliere comunale di opposizione Vincenzo Montelisciani con una specifica interrogazione. Documento finito anche sulla scrivania del prefetto dell’Aquila. Il 13 luglio, quindi alcuni giorni dopo l’interrogazione, sul sito istituzionale del Comune di Tagliacozzo è comparso l’avviso con il quale si comunicava l’avvio delle procedure per aggiornare il piano. Un avviso che scadeva una settimana più tardi. Con una delibera di giunta del 17 luglio – quattro giorni dopo la pubblicazione dell’avviso e tre giorni prima della scadenza dello stesso, come emerso da una seconda, recente interrogazione a firma del consigliere Romana Rubeo – il piano è stato approvato. Nel frattempo, però, la procedura dell’Anac è andata avanti e ha riguardato non solo il sindaco Giovagnorio e il segretario De Nardo ma anche gli altri rappresentanti della giunta, Chiara Nanni, Roberto Giovagnorio, Giuseppe Mastroddi e Manuela Marletta. Il 17 luglio il sindaco Giovagnorio ha inviato una nota al procuratore della Repubblica di Avezzano, Andrea Padalino Morichini, “scaricando” ogni responsabilità sul segretario comunale De Nardo. Secondo il sindaco quest’ultimo ha commesso «una grave violazione» non sottoponendo alla giunta, nei termini previsti, il Piano triennale di prevenzione alla corruzione. E De Nardo, a sua volta, ha mandato una propria memoria difensiva all’Anac, ammettendo sì i ritardi nell’adozione del Piano ma segnalando «una situazione di effettiva criticità derivante dalla recente riorganizzazione degli uffici comunali».
Anche il viceprefetto vicario della prefettura dell’Aquila, Malgari Trematerra, ha chiesto chiarimenti al sindaco Giovagnorio. Ma non è tutto.
La Rubeo, nella sua interrogazione, solleva dubbi sulla versione aggiornata di questo Piano perché «risulta pressoché identico a quello dello scorso anno, senza che l’amministrazione vi abbia apportato modifiche di sorta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA