Ritrovato quadro di scuola raffaellita

Il prezioso dipinto recuperato dopo un blitz dei carabinieri nelle Marche. Fu trafugato da Palazzo Moscardelli
L’AQUILA. Ritrovata, dopo almeno cinque anni dal furto, una tela di scuola raffaellita, che era stata trafugata da un palazzo gentilizio inagibile a Ofena.
Il ritrovamento è stata fatto dal nucleo dei carabinieri di Perugia che si occupa della tutela del patrimonio culturale. I militari hanno recuperato l’opera dopo avere fatto delle investigazioni nelle Marche e, al riguardo, c’è un’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Fermo.
L’OPERA. Si tratta di un dipinto su tela con cornice dorata che raffigura una Madonna con Gesù Bambino seduto sulle gambe, San Giovanni a destra e San Giuseppe a sinistra. L’opera è grande in quanto è alta un metro e 72 a larga un metro e 29. Sul retrosi notano due distinti interventi di restauro e, forse, ne serviranno altri visto che lo stato di conservazione lascia a desiderare.
IL FURTO. Del colpo ci si accorse nel 2013, probabilmente molto tempo dopo il trafugamento dell’opera. I ladri fecero irruzione in un palazzo gentilizio lesionato dal sisma ma che comunque resse discretamente alle scosse del 6 aprile 2009. I ladri portarono via dei quadri come pure dei libri molto antichi che erano lì custoditi. Ma del bottino faceva parte anche quel quadro di notevole valore. Infatti l’opera portata via. e ora recuperata, risulta essere, a detta di esperti, della scuola di Raffaello Sanzio o addirittura dello stesso grande pittore rinascimentale anche se è impossibile attribuirla a lui con certezza assoluta. Le indagini vennero avviate in seguito alla denuncia di Sergio Adriani, colui che cura gli interessi degli immobili della famiglia Moscardelli titolare di edificio e opere d’arte. Per la verità, poco tempo dopo, fu arrestata una persona nota alle forze dell’ordine in quanto possibile autore del furto o basista ma poi le indagini si arenarono momentaneamente. Come sempre avviene con le opere d’arte, quasi certamente si tratta di un furto su commissione per poi immettere la refurtiva nei circuiti illegali. Il ritrovamento è stato fatto in un’abitazione privata di Grottammare nelle Marche.
CUSTODIA. L’opera è ancora sotto sequestro giudiziale visto che le indagini non sono completate. E’ stata riconsegnata ad Adriani il quale, dopo averla tenuta per un certo tempo, a sua volta, l’ha girata al Museo nazionale d’Abruzzo dove è ospitata grazie alla sensibilità del direttore Antonio Congeduti. Quando sarà possibile il dissequestro il dipinto verrà sottoposto a un restauro che, come precisa Adriani, sarà fatto all’Aquila vista l’alta qualità degli artigiani che operano in questo settore nel capoluogo d’Abruzzo.
IL MUSEO L’edificio di Ofena, dove è stato fatto il furto, (ma sembra che ve ne siano stati anche altri in seguito), ha una storia importante ma, a dieci anni dal terremoto, è ancora inagibile. Si tratta di una casa museo che in passato appartenne al grande poeta ofenese, Nicola Moscardelli, cui è intitolata anche una via del centro storico aquilano e ora è delle famiglie Moscardelli e Coletti. Purtroppo ancora non partono i lavori per una spesa che supera di poco i due milioni di euro. E, come dicono in molti, i lavori potrebbero portare occupazione e, una volta completati, turismo e cultura. Il palazzo, in epoche lontane, appartenne alla famiglia Migliorati di Sulmona che, tra in suoi avi, ebbe addirittura, Papa Innocenze settimo, che rimase sul soglio pontificio dal 1404 al 1406. La mancata ristrutturazione indigna anche per il fatto che la fama di questo edificio è arrivata pure negli Stati Uniti: due anni fa la docente Angela Lombardi e la ricercatrice Elsa Gabriela De Leon Trevino dell'Università del Texas di San Antonio, il rettore John Murphy e la docente della cattedra di Storia dell'Architettura della Facoltà di Ingegneria dell'Aquila, Patrizia Montuori, fecero un sopralluogo di studio. Il palazzo è stato anche oggetto di una tesi di laurea ma per ora va in rovina.
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