Rivisondoli, Piano regolatore da fare in 9 mesi

La Regione diffida il sindaco: «L’adozione o arriva il commissario». La minoranza brinda alla vittoria
RIVISONDOLI. Adottare entro 250 giorni il Piano regolatore generale, oppure arriverà un commissario. La Regione diffida il sindaco di Rivisondoli, Roberto Ciampaglia, che dovrà adottare il Prg entro i termini. Arriva una prima vittoria per la battaglia avviata dal gruppo di minoranza Insieme per Rivisondoli, dopo 40 anni di attesa dello strumento urbanistico. «Da sempre abbiamo sostenuto l'importanza e la necessità di avere un Prg affinché tutte le politiche relative all'edilizia avessero un giusto riferimento», spiega Luisa Ciampaglia, per conto della minoranza, «uno strumento indispensabile e necessario, poiché l’assenza del Prg ha causato un incontrollato sviluppo edilizio che ha portato a speculazioni e selvagge trasformazioni, con gravi danni per il territorio». Nel caso in cui nei prossimi nove mesi, il Prg non dovesse vedere la luce, arriverà in paese un commissario. «Il sindaco, sin dal suo primo mandato nel 2006 e nei successivi del 2011 e del 2016, ha sempre riportato nel programma, sia elettorale che di mandato, il Prg come atto essenziale, senza poi di fatto provvedere per la formazione e l’adozione dello stesso», aggiungono dalla minoranza. L’opposizione n consiglio comunale, «sensibile al fatto che tutti i cittadini debbano avere stessi diritti e stessi doveri, si è immediatamente attivato affinché Rivisondoli fosse dotato di un Prg. Soprattutto si è soddisfatti perché con l’adozione del Piano regolatore si interromperà un periodo buio, con il Comune attraversato da tensioni e denunce per presunti abusi edilizi». Secondo la minoranza la mancanza del Prg avrebbe anche sfavorito il paese nell’applicazione della legge regionale numero 49 del 2012, sulla riqualificazione urbana.
«Si è partiti dalla convinzione che la legge regionale non potesse essere applicata in un Comune sprovvisto di Prg, come Rivisondoli», aggiunge Ciampaglia, «dove invece è stata ampiamente applicata senza regole con aumenti di volumetrie che sono andati anche oltre ciò che la legge permetteva. Anche il non aver avuto risposte precise dagli uffici non ha aiutato. Ora speriamo che le cose si risolvano una volta per tutte». L’assenza del Prg da 40 anni ha scandito anche le ultime campagne elettorali del centro turistico montano.(f.p.)
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