Rocca di Mezzo, c’è già il commissario

24 Dicembre 2017

Si tratta di Franca Santoro, nominata dal prefetto dopo che il Tar ha annullato le elezioni

L’AQUILA. Non ci sarà soluzione di continuità amministrativa al Comune di Rocca di Mezzo dopo che il Tar ha annullato le elezioni dello scorso giugno, spodestando il sindaco Mauro Di Ciccio, eletto con dieci voti di scarto.
Si è insediato già ieri mattina, infatti, nel municipio rocchigiano, il commissario Franca Santoro, nominata dal prefetto Giuseppe Linardi.
La Santoro, dirigente in prefettura, rimarrà in carica fino al pronunciamento del Consiglio di Stato cui l’ex sindaco si appellerà. E, in caso di conferma della decisione, resterà fino alla nomina di un nuovo sindaco. La Santoro, 55 anni, di Avezzano, ha già ricoperto incarichi del genere. Infatti è stata commissario prefettizio e poi commissario straordinario al Comune di Ortucchio, commissario prefettizio al Comune di Roccaraso, commissario straordinario al Comune di Scoppito e commissario ad acta per far applicare una sentenza del Tar in relazione a una vicenda riguardante il ministero dell’Interno e la polizia di Stato e in un’altra vicenda simile riguardante l’Anas. È stata anche subcommissario prefettizio al Comune di Pacentro.
La situazione a Rocca di Mezzo, dopo la decisione del Tar, è abbastanza tesa. Comunque, la maggior parte dei residenti ha accolto con soddisfazione la rapida nomina per il timore di un blocco amministrativo.
A questa sentenza si è arrivati dopo il ricorso presentato per conto del candidato sconfitto alle urne, Emilio Nusca, già sindaco del paese, redatto dagli avvocati Roberto Colagrande, Arturo Cancrini, Gianluigi Pellegrino.
L’aspetto clamoroso della vicenda sta nel fatto che i giudici, dopo aver annullato le operazioni di voto e la proclamazione di tutti gli eletti, hanno mandato gli atti alla Procura della Repubblica.
I magistrati amministrativi, dunque, non escludono una possibile manipolazione del voto: da parte di chi, resta ancora un mistero che dovranno svelare gli investigatori, fermo restando che i brogli sono tutti da provare.
Diversa la valutazione dei fatti da parte dell’ex sindaco (uscente) Di Ciccio e del suo avvocato Carlo Benedetti, che sta preparando il ricorso al Consiglio di Stato. «La sentenza», ha detto due giorni fa Di Ciccio, «ha preso in considerazione errori, omissioni e incongruenze nella compilazione del verbale riassuntivo delle operazioni elettorali del seggio 1. Tali incongruenze sono riferibili esclusivamente a “disattenzioni” del presidente di seggio e si riferiscono ad attività di compilazione, registrazione e calcolo e non alla legittimità delle operazioni di voto, peraltro, mai messe in discussione. Al riguardo si rileva che non risulta contestata nel merito alcuna scheda elettorale».
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