Roccaraso, scontro sullo sviluppo turistico

16 Ottobre 2016

Nicoletti (Parco Gran Sasso): «Non sanno quello che fanno». Il sindaco Di Donato: «Parole al vento»

ROCCARASO. Scontro sul modello di sviluppo di Roccaraso durante il Festival della montagna in corso all'Aquila. «Non sanno quello che fanno, lì ci sarà solo un ammasso di gente», ha affermato Domenico Nicoletti (Parco Gran Sasso Laga) ma subito arriva la replica del sindaco del centro montano Francesco Di Donato.

«Parole al vento che non aiutano la crescita del turismo abruzzese», commenta il primo cittadino, «ma fanno capire come mai da anni i progetti di sviluppo del comprensorio aquilano restano sempre avvitati in dibattiti sterili e infiniti. Roccaraso è da tempo un consolidato modello turistico che tutti dovrebbero guardare con attenzione, compresi quelli che hanno le responsabilità gestionali del Gran Sasso», spiega Di Donato, «tant'è che quest'anno ci presenteremo all'apertura della nuova stagione sciistica invernale con due nuove cabinovie a dieci posti, col più grande impianto italiano di innevamento programmato, con un tasso di sicurezza delle piste che è aumentato ulteriormente. Questi sono i fatti di Roccaraso che, con un comprensorio che offre più di 100 chilometri di piste interamente collegati, rappresenta il bacino sciistico più grande e attrezzato dell'Appennino e l'unica vera alternativa alle stazioni alpine».

Quest'anno l'apertura del Festival è stata caratterizzata dal dibattito legato alla vita nelle zone montane, tra ricostruzione e spopolamento. Dopo il terremoto che ha colpito Amatrice e le altre zone interne di Lazio, Umbria, Marche ed Abruzzo, ci si è interrogati tutti insieme sul valore della vita nelle aree interne e sull'importanza di dare una prospettiva di vita - anche economica - a chi non vorrebbe lasciare il territorio montano ma vorrebbe invece valorizzarlo. Duro invece il giudizio di Nicoletti sul modello di sviluppo di Roccaraso.

«E' l'ora che le istituzioni, a cominciare dalla Regione, dedichino al nostro comprensorio le stesse risorse destinate al Gran Sasso in questi anni», conclude Di Donato, «e chi parla di turismo senza competenze, utilizzando solo i soldi dei contribuenti, può vedere come a Roccaraso noi e i nostri operatori progettiamo uno sviluppo della nostra stazione moderno e sostenibile».

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