Roghi spenti, le aree restano monitorate

Allarme rientrato per alcuni pinnacoli di fuoco. Anche l’azienda Leonardo scende in campo con la Protezione civile
L’AQUILA. A una settimana dal divampare degli incendi che hanno distrutto 800 ettari di boschi aquilani, hanno destato allarme alcuni focolai avvistati ad Arischia, San Vittorino e Monte Pettino. Molti cittadini, esasperati, ai primi avvistamenti, hanno tempestato di telefonate il centralino dei vigili del fuoco. Ma si trattava di “pinnacoli” che, dopo roghi di questa portata, possono riprendere vigore anche a distanza di giorni dallo spegnimento delle fiamme. E sono stati subito domati dai soccorritori, impegnati nell’opera di bonifica, e dall’arrivo dell’elicottero. «Ormai la situazione è sotto controllo», rassicura Silvio Liberatore, dirigente del servizio emergenza della Protezione civile regionale «e le aree sono costantemente monitorate».
ARISCHIA. Nella frazione, dove giovedì scorso si sono scatenate le prime fiamme su Monte Pescine, nella notte tra mercoledì e giovedì si sono risvegliati alcuni focolai: «Ora è fondamentale l’opera di bonifica», spiega il consigliere comunale e presidente dell’Asbuc Elia Serpetti, «perché in queste zone c’è parecchio sottobosco dove facilmente il fuoco riprende vigore, basta un po’ di vento. E ci sono anche aree difficili da raggiungere. Serve l’intervento di tante forze, compreso l’esercito. Solo un paio di giorni di pioggia potrebbero risolvere del tutto la questione».
MONTE PETTINO. I “fumaioli” pericolosi anche qui potrebbero rialimentarsi con il vento e le temperature in rialzo. Ma il bosco è presidiato: «Come in tutte le pinete resinose», sottolinea Liberatore, «occorre aspettare alcuni giorni, il sottobosco può bruciare anche per una settimana, come accaduto negli incendi di Roio e del Morrone. Probabilmente avremo ancora a che fare con pinnacoli, che vanno attaccati da terra, con le mani. Nei nostri interventi siamo agevolati dall’uso dei termoscanner, che ci avvisano sulle zone in cui c’è un surriscaldamento. Abbiamo stabilito dei punti panoramici, da dove controllare l’intera superficie del bosco e ci sono squadre che perlustrano anche l’interno e possono bonificare immediatamente le aree a rischio. Per noi, ormai, la situazione è sotto controllo da martedì sera, quando è arrivato il nubifragio». LEONARDO. Anche le risorse spaziali dell’azienda Leonardo sono al lavoro per monitorare la situazione. È stata richiesta l’attivazione, da parte della Protezione civile, del servizio “Rapid Mapping” nell’ambito del Copernicus emergency management service della Commissione europea, servizio erogato da un consorzio europeo guidato da e-Geos (Telespazio-Agenzia spaziale italiana). Le mappe delle zone colpite che utilizzano dati satellitari e geospaziali identificano roghi ancora attivi e aree bruciate, riportando anche il grado di danno e fornendo supporto alle autorità competenti. RINGRAZIAMENTI. L’assessore Carla Mannetti ha voluto ringraziare «tutti coloro che si sono impegnati in prima linea: vigili del fuoco, esercito, protezione civile, istituzioni, cittadini e volontari. La solidarietà, la voglia di fare squadra hanno dimostrato ancora una volta quanto vogliamo bene alla nostra città e alle nostre montagne».
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