Rogo nella villa, 3 a giudizio accusati di disastro colposo

31 Ottobre 2019

A processo il direttore dei lavori, un operaio e “l’installatore” della canna fumaria Patteggia l’imprenditore Marinelli. L’incendio a Sant’Elia domato dopo 7 ore

L’AQUILA. Si è conclusa con tre rinvii a giudizio e un patteggiamento per disastro colposo l’udienza preliminare riguardante il rogo di una villetta nella frazione di Sant’Elia, in via Emilio Mori, che ci fu il 13 ottobre 2016.
Sono stati rinviati a giudizio il direttore dei lavori, Piergiorgio Sansone; Pietro Panella, legale rappresentante della ditta che si occupò dell’installazione della canna fumaria della villa in costruzione; Eliseo Ciammetti, operaio della ditta Marinelli; mentre il titolare dell’impresa che fece i lavori, Enzo Romano Marinelli, ha chiesto e ottenuto di patteggiare. Il pm li aveva indagati nell’ambito della cooperazione colposa. Le fiamme scattarono quando i residenti della villetta accesero il camino, come avevano fatto altre volte, e ci fu il caos. Secondo l’accusa l’incendio, che tenne impegnati i vigili del fuoco per sette ore, fu causato dal surriscaldamento per effetto delle temperature dovute alla combustione del camino e della canna fumaria in rame con conseguente dilatazione termica. Poi, a causa della caratteristica del legno, le fiamme si estesero al tetto e bruciarono anche altri materiali infiammabili. La propagazione dell’incendio, secondo le tesi dell’accusa, fu particolarmente rapida anche a causa della presenza, secondo il pm, nel caso specifico, di un tetto ventilato, una circostanza che ha reso problematica sia l’individuazione del focolaio a causa dei numerosi percorsi dei fumi, sia più difficoltose le operazioni di spegnimento nelle zone coinvolte dalla combustione. L’evento, vista la sua estensione, si propagò in parte anche all’abitazione vicina. È chiaro che, sempre secondo le valutazioni dell’accusa, ci sarebbero state delle irregolarità costruttive che, ovviamente, sono contestate dalle difese. Nel procedimento si sono costituiti il titolare dell’abitazione incendiata e quello della villetta vicina, anch’essa lievemente danneggiata, rispettivamente Nicola Sconci e Giuseppe Di Sibio. L’incendio destò apprensione: una lunga colonna di fumo denso e acre si levò sui tetti delle abitazioni vicine e in tanti scesero in strada. I pompieri lavorarono per tutta la notte sfidando sia il fuoco sia il fumo denso, muniti di maschere di protezione. Gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Carlo Benedetti, Massimiliano Placidi, Luciano Bontempo mentre le parti lese sono rappresentate dagli avvocati Stefano Rossi e Alessandro Piccinini.
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