Roio Piano, i cavilli ritardano la ricostruzione
ROIO. Sulla ricostruzione del centro storico di Roio Piano Fulgenzio Ciccozzi scrive: «In merito alla ricostruzione dei centri storici delle frazioni emerge ancora un quadro piuttosto lacunoso. Tale...
ROIO. Sulla ricostruzione del centro storico di Roio Piano Fulgenzio Ciccozzi scrive: «In merito alla ricostruzione dei centri storici delle frazioni emerge ancora un quadro piuttosto lacunoso. Tale situazione è la conseguenza di varie problematiche, alcune delle quali sorgono in virtù del frazionamento delle proprietà immobiliari, in parte ascrivibili a persone residenti fuori Regione o, addirittura, all'estero. Un altro elemento che, in alcuni casi, ritarda notevolmente la presentazione dei progetti, è l'iter istruttorio che deve seguire la Commissione pareri affinché si esprima circa la demolizione di alcuni fabbricati "non vincolati", ma considerati di interesse paesaggistico, per i quali i proprietari hanno fatto richiesta di abbattimento con relativo accollo delle spese. Avremmo preferito che questa attenzione sulla conservazione degli antichi impianti villici fosse stata riposta negli anni precedenti al terremoto, quanto i paesi esistevano e c'era ancora qualcosa da tutelare. Trattasi, in genere, come nella frazione di Roio Piano, di semplici abitazioni popolari costruite all'inizio del secolo scorso, aventi parti strutturali deboli, costituite da muri a sacco i cui unici elementi di pregio sono normali stipiti in pietra e finali lapidei i quali, con i dovuti accorgimenti, potrebbero essere reimpiegati anche in una struttura ex novo. Nel caso del consorzio di "via Lucoli - via Cavour - via Monteleone", è da rilevare che il complesso edilizio è composto da più unità abitative, alcune delle quali, secondo la Commissione pareri, possono essere abbattute mentre altre più "vecchie" no! Qualora si ricostruisse l'aggregato provvedendo con demolizioni a macchia di leopardo, ciò determinerebbe un ulteriore indebolimento delle case da ristrutturare (comunque sollecitate da mezzi meccanici atti all'abbattimento dei fabbricati adiacenti) e una consistente perdita della quota di proprietà per i confinanti i quali dovranno utilizzare parte dello spazio utile interno per poter poggiare i pilastri in cemento armato ove ricostruire l'assetto strutturale del nuovo edificio. Al di là di ogni considerazione, questo consorzio, che ha il maggior numero di abitazioni principali del paese, poteva essere già cantierizzato».

