“Roma città aperta” ispirato dall’Abruzzo

Rossellini trasse spunto dalla Resistenza a Tagliacozzo: lo svela un libro. Oggi presentazione in città
SULMONA. In pochi sanno che nel realizzare “Roma, città aperta”, una delle opere più celebri della cinematografia italiana, Roberto Rossellini abbia avuto come fonte di ispirazione la lotta dei partigiani abruzzesi contro i nazifascisti.
A svelare questo segreto è stata Caterina Capalbo, storica dell’arte, scrittrice e saggista, nel libro “Roma città aperta, un film non tutto svelato”. Capalbo risiede a Roma, ma è di origine abruzzese. Nell’estate del 1943, Rossellini, dopo il bombardamento di San Lorenzo, si reca a Tagliacozzo, e qui inizia le riprese di un film passionale, ma non privo di metafore politiche, sulla scia di “Ossessione” di Visconti, e con un titolo altrettanto drammatico: “Rinuncia”, poi ribattezzato “Desiderio”.
Resta in Abruzzo anche dopo l’armistizio, assieme all’attrice co-protagonista del film: Roswita Schmitd, un’austriaca, con cui rischia di essere trasferito nella Repubblica di Salò. In questi tempi difficili il maestro Rossellini matura una nuova visione politica.
Entra in contatto con una rete di partigiani, che soccorre, e nasconde numerosi soldati alleati fuggiti dai campi di prigionia nei pressi di Sulmona, subito dopo l’8 settembre. E di costoro si ricorderà quando comincerà la lavorazione di “Roma città aperta”, tanto che nel film li citerà come «i 500 bravi ragazzi sulle montagne di Tagliacozzo». Anche Luchino Visconti, che nella sua casa a Roma, durante l’occupazione nazista, accoglie dissidenti politici e ricercati dalla Gestapo, si trova in un borgo vicinissimo a Tagliacozzo. Lui e Rossellini si incontrano spesso e parlano dei progetti futuri per il cinema e per la Nazione.
Ma, quando Visconti torna a Roma, nel ‘44, viene catturato dalla banda Koch. Torturato, rischia la pena capitale. Si salverà per miracolo grazie a sua sorella, Uberta, e alla zia di Rossellini: la spericolata e affascinante baronessa Maria Antonietta Avanzo. Il libro verrà presentato, con il patrocinio dei rispettivi Comuni, oggi alle 18.30 alla Rotonda di San Francesco della Scarpa di Sulmona.
Il 23 luglio, alle 18.30, la presentazione sarà ripetuta al Palazzetto dei Nobili dell’Aquila. Il 24 luglio, alle 18.30, sarà al Museo Aia di Avezzano. Il 29 luglio, a Verrecchie (Cappadocia), nel piazzale di Sant’Egidio. Il 30 luglio, alle 17.30, al Teatro Talia di Tagliacozzo. Alla presentazione del libro seguirà la proiezione del film.
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