Romano e Rotellini: «Sulla Tecnocall è calato il silenzio»

L’AQUILA. Ancora in fase di stallo la vertenza del call center Tecnocall, in cui 100 operatori rischiano il licenziamento collettivo. Lo ricordano i consiglieri comunali Paolo Romano (L’Aquila Nuova)...
L’AQUILA. Ancora in fase di stallo la vertenza del call center Tecnocall, in cui 100 operatori rischiano il licenziamento collettivo. Lo ricordano i consiglieri comunali Paolo Romano (L’Aquila Nuova) e Lorenzo Rotellini (L’Aquila Coraggiosa). «In una campagna elettorale gestita dagli esponenti del centrodestra a suon di annunci e promesse con addirittura 200 nuovi posti di lavoro a Telespazio dove non sono stati mai visti in 5 anni di legislatura», dicono Romano e Rotellini, «le lavoratrici e i lavoratori del servizio di maggior tutela sono ancora in attesa di risposte dal giorno in cui Giorgia Meloni, in visita all’Aquila, li aveva rassicurati prendendo personalmente in carica le loro richieste. In ballo c’è il futuro di 100 lavoratori aquilani, ma anche quello di 1.500 lavoratori sul territorio nazionale a causa della fine del mercato tutelato e il conseguente passaggio al mercato libero. Sono mesi che si dibatte in ogni sede istituzionale, ma non viene ancora riattivato il tavolo prefettizio e quello nazionale è in una fase di stallo ormai da settimane». Secondo Romano e Rotellini, «la sensazione è quella che passate le elezioni regionali si chiudano tutte le strade di interlocuzione aperte nei mesi successivi alla soppressione dello strumento della clausola sociale che li avrebbe salvati dal licenziamento. Del resto la reazione scomposta avuta dal sindaco Biondi alla vista dei sindacati e dei lavoratori in attesa della premier Meloni, fa sorgere il dubbio», concludono, «che ciò che si tenta di fare è semplicemente di far trapelare il meno possibile ogni forma di dissenso sotto campagna elettorale». (r.s.)
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