Romeno sentito dal giudice e un blitz in Comune

8 Agosto 2015

L’AQUILA. Interrogatorio di garanzia “blindato” per Nicolae Otescu, il romeno arrestato dai carabinieri insieme ad altri cinque imprenditori sulmonesi e teramani finiti nell’inchiesta su presunti...

L’AQUILA. Interrogatorio di garanzia “blindato” per Nicolae Otescu, il romeno arrestato dai carabinieri insieme ad altri cinque imprenditori sulmonesi e teramani finiti nell’inchiesta su presunti sfruttamenti di operai nei cantieri nella ricostruzione.

Ieri, infatti, lo straniero che si è costituito dopo una breve latitanza, è comparso davanti al gip di Teramo assistito dagli avvocati Elvio Fortuna e Andrea Secone per chiarire la sua posizione in relazione alle accuse che sono pesantissime. Si va dagli impieghi illeciti di manodopera straniera nei cantieri della provincia dell’Aquila fino ad altri reati, quali l’autoriciclaggio e lo sfruttamento degli operai romeni, in tutto una ventina. Al termine dell’interrogatorio gli avvocati non hanno voluto dire nulla su quanto avvenuto in udienza riservandosi di fare qualche dichiarazione nelle prossime giornate quando avranno un quadro probatorio più preciso. Intanto, i carabinieri dell'Aquila hanno acquisito presso gli uffici del settore ricostruzione del Comune dell'Aquila documentazione relativa ad altri appalti, sia pubblici che privati, vinti dalle imprese Salvatore e Di Meo e Meg con sede prima a Teramo e poi spostata all'Aquila, i cui amministratori sono in carcere nell'ambito dell'inchiesta della Procura distrettuale dell'Aquila che ha portato a sgominare una organizzazione finalizzata al reclutamento e allo sfruttamento di manodopera nella ricostruzione privata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA