Ruggeri: Grossi approvò il nostro piano

15 Settembre 2017

L’ex assessore di Tempesta: era convinto delle idee Pci, ma disse sì al progetto di destra del Commercio

L’AQUILA. «Masciocco strappa il programma del sindaco e tuona: hanno vinto per caso e ora governano per caso».
«No caro Giustino, è la città che ha voluto il cambiamento, delusa evidentemente dal vostro modo di governare, quindi non hanno vinto per caso, ma se vogliamo entrare nel discorso esaminiamo anche la vostra vittoria nel 2012». A parlare è il rappresentante del movimento L’Aquila Città Aperta, Corrado Ruggeri, ex assessore con la giunta Tempesta. «Allora avevate vinto solo ed esclusivamente per il massiccio clientelismo: nessun sindaco, neanche tutti quelli succedutesi dal dopoguerra a oggi messi insieme hanno gestito un clientelismo come quello di Cialente nel dopo terremoto: 6.000 alloggi del progetto Case, gli oltre 1.000 Map, le case provvisorie, i puntellamenti, i contributi, la gestione di un bilancio annuale passato da 100 milioni a oltre 1 miliardo. E potrei continuare per ore. Avevate vinto e avete governato con larghissimi numeri», sostiene Ruggeri. «Non avete mai recepito programmi o progetti proposti dalla minoranza, siete andati avanti in un mare di bugie, tanto che molte volte il vostro sindaco era soprannominato “Pinocchio”. Oggi la città vi ha bocciato. Ho apprezzato con grande piacere l’apertura che il sindaco Biondi ha fatto per una collaborazione … perché ne sono ultra convinto. A tal uopo ricordo l’approvazione del Piano del commercio da me proposta e approvata in solo 3 mesi, all’inizio del 2002. Quella volta chiesi la collaborazione di tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, che all’unanimità accettarono. Fu un piano condiviso dall’intera rappresentanza comunale e solo leggermente macchiato da una “sveltina” presentata all’ultimo momento. La collaborazione si evince bene dal verbale di quella seduta del Consiglio in cui il Piano fu approvato: era il 5 aprile 2002. In quel verbale spuntano nomi di consiglieri di opposizione, noti per essere piuttosto fermi nel contrastare le iniziative di quella maggioranza, (uno, purtroppo, l’indimenticato Italo Grossi), che invece, in quell’occasione, diedero il loro consenso. Il piano che aveva una durata di tre anni», conclude Ruggeri, «ed è quello tutt’ora vigente. Quindi giudicate una proposta sul reale valore e consistenza e non sul colore politico di chi la presenta».(v.p.)
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