Ruspe e operai in corteo contro le tasse da restituire

10 Aprile 2018

Barattelli (Ance): si tratta anche di una battaglia per tutelare l’occupazione Ma si confida nell’esito positivo della decisione del Tar: udienza il 18 aprile

L’AQUILA. Le speranze sono riposte tutte nel 18 aprile, quando il Tar sarà chiamato a pronunciarsi sulla restituzione delle tasse. Migliaia gli imprenditori aquilani con il fiato sospeso, ma non con le mani in mano. Tira un’aria di cauto ottimismo, alimentata dal vento della protesta, che sta montando e culminerà nel corteo cittadino, in programma il 16 aprile. Concentramento alle 10,30 alla Fontana Luminosa per poi sfilare tra i palazzi del centro storico. Sarà il “No tax day”, come lo ha definito la Confcommercio, che ha proclamato lo stato di agitazione di tutto il settore del terziario. Si fermeranno anche i cantieri della ricostruzione. Le ditte edili aquilane scenderanno in piazza con uomini e mezzi.
TANTE ADESIONI. Sono in stampa i volantini contro quella che il presidente, Roberto Donatelli, e il direttore regionale, Celso Cioni hanno definito “una buro-follia”. In settimana, prima della manifestazione, i negozianti aquilani spegneranno le luci delle vetrine, in segno di lutto e protesta. Ma è tutto il mondo politico- istituzionale che sta facendo sentire la propria voce. A sostegno delle associazioni di categoria si è schierato il presidente della Camera di commercio di Teramo, Gloriano Lanciotti, che sarà presente alla manifestazione, mentre il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, ha scritto al presidente della Repubblica. Oggi, intanto, i parlamentari abruzzesi incontreranno il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.
ATTESA PER IL TAR. Il 18 aprile rappresenta uno spartiacque: le 350 imprese a cui il commissario, Maria Margherita Calabrò ha inviato la pec con la richiesta della documentazione relativa agli sgravi di cui hanno beneficiato dopo il sisma del 2009, attendono di sapere se dovranno versare le somme richieste in un’unica soluzione e con gli interessi di mora. Un salasso che, se dovesse concretizzarsi, sfilerebbe dalle casse delle aziende aquilane oltre 100 milioni di euro.
NO TAX DAY. «La paradossale vicenda della restituzione delle tasse alle imprese aquilane terremotate, per l’omissione di atti d’ufficio da parte dei funzionari governativi, è incomprensibile e inaccettabile», dicono Cioni e Donatelli. «Siamo di fronte alla buro-follia dello Stato all’euro-buro-follia di stampo comunitario. Contro questo provvedimento assurdo abbiamo chiesto un incontro al prefetto dell’Aquila, a cui comunicheremo le azioni di protesta tese a sollevare, nei prossimi giorni, il livello di ascolto e di attenzione del governo su una vicenda che offende la dignità e la capacità di resilienza degli imprenditori aquilani».
RUSPE E OPERAI IN CORTEO. Anche l’Ance, che ha costituito un comitato organizzatore, aderirà alla protesta, come stabilito dal consiglio direttivo dell’associazione, a cui hanno preso parte le 27 imprese coinvolte e il delegato alla ricostruzione di Confindustria, Ezio Rainaldi. «Le imprese hanno messo in guardia dalle gravi difficoltà che si aprirebbero nelle contabilità delle aziende nel caso il provvedimento avesse seguito, finanche alla chiusura delle stesse, ha detto il presidente Barattelli. «Dobbiamo dimostrare di essere una città viva e reattiva», il commento di Barattelli. «Se c’è bisogno di lottare, lo faremo con uomini e mezzi. Le maestranze sono con noi, consapevoli che si tratta anche di una battaglia per l’occupazione».
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