Sacci, c’è un’offerta di acquisto

17 Settembre 2015

Il gruppo Buzzi Unicem punta a rilevare entro marzo il cementificio

L’AQUILA. Si apre uno spiraglio per il cementificio Sacci di Cagnano Amiterno. Il gruppo Buzzi Unicem, colosso del settore della lavorazione del cemento che conta 12mila dipendenti e opera in dieci Paesi del mondo, ha presentato due giorni fa un’offerta di acquisto della Sacci. Lo stabilimento, che dallo scorso anno opera in regime di concordato preventivo, risulta tra i cinque siti Sacci in Italia che potrebbero subire un cambio di casacca. Passaggio previsto entro marzo 2016. A darne notizia è Pietro Di Natale, segretario regionale Filca- Cisl.

«L’offerta», spiega Di Natale, «prevede l’acquisizione entro marzo 2016 di cinque stabilimenti in Italia, tra cui il cementificio di Cagnano, tre terminali inattivi e 27 impianti per la produzione di calcestruzzo, tra cui quello di Bazzano. Il prezzo provvisorio di acquisto è stato fissato in 74 milioni di euro, finanziato dalla Buzzi Unicem. L’offerta», sottolinea il segretario regionale Filca- Cisl, «sarà valida e vincolante a condizione che la Sacci la inserisca, entro il 21 settembre 2015, nella procedura di concordato preventivo». Tempi stretti per un’operazione che potrebbe segnare la svolta per il cementificio aquilano, in crisi nonostante la ricostruzione post-sisma. Lo stabilimento di Cagnano occupa 96 tra operai, impiegati e autisti. «L’auspicio», aggiunge Di Natale, «è che l’operazione vada in porto per salvare i livelli occupazionali e rafforzare la presenza sul territorio di un’azienda che ha fatto la storia produttiva nel settore del cemento all’Aquila e in Abruzzo. Una crisi, quella della Sacci, unica industria del cemento dell’aquilano, che lascia interdetti in quanto si consuma in quello che dal sisma del 2009 viene considerato il cantiere più grande d’Europa dove, nel solo settore edilizio privato, sono già stati spesi 3,6 miliardi».

Monica Pelliccione

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