Sacerdote trovato morto in casa

Villa Sant’Angelo, malore stronca il canonico Luigi Marcocci. Originario di Filetto, aveva 81 anni
VILLA SANT’ANGELO. «D’ora in poi mi ritroverò completamente dentro di te, Dio, che ti sei sparso ovunque senza pace». Così scriveva su Facebook, poche ore prima di morire, il parroco di Villa Sant’Angelo don Luigi Marcocci. In quella frase, rimodulata da una citazione di Ruggero Marini (“Quando le pietre fioriscono-Pensieri in preghiera”), si legge una sorta di congedo premonitore.
Il sacerdote, che a detta dei compaesani era in buone condizioni di salute, è stato trovato senza vita nella sua abitazione. La scoperta è avvenuta ieri – da parte di una nipote che non riusciva a mettersi in contatto con lui – e ha destato sconcerto nella piccola comunità. Nell’abitazione sono intervenuti i carabinieri e il medico, ma non ci sono altre ipotesi rispetto alla morte naturale.
A dare l’annuncio della scomparsa improvvisa è stato il cardinale Giuseppe Petrocchi. «Il canonico don Luigi Marcocci», ha scritto, «parroco di Villa Sant’Angelo e amministratore di Tussillo e Stiffe improvvisamente è tornato alla Casa del Padre. Nato a Filetto il 28 agosto 1938, è stato ordinato presbitero il 29 giugno del 1980. Ha svolto il suo ministero in varie comunità tra cui quella di San Cosma di Cagnano Amiterno, San Giovanni Paganica di Montereale, Aringo e Santa Lucia. Era membro del consiglio presbiterale, vicario foraneo della Forania Vestina e assistente diocesano dell’Associazione familiari del clero».
Il sindaco di Villa Sant’Angelo, Domenico Nardis, ha comunicato «con infinito rammarico» la triste notizia alla sua comunità. «Non è stato il coronavirus», ha poi aggiunto.
Cordoglio è stato espresso dalle tante istituzioni e associazioni che hanno prestato soccorso a Villa Sant’Angelo in occasione della tragedia del terremoto, dall’amministrazione di Finale Emilia alla regista e scrittrice Lia Giovanazzi Beltrami, già assessore alla solidarietà internazionale e convivenza della Provincia autonoma di Trento. «È stata una persona presente nella mia crescita, visto che è parroco da quando ero adolescente», dice il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, originario di Villa Sant’Angelo. «La sua presenza è stata costante, ricordiamo la sua simpatia fuori dal suo ruolo nelle conviviali con anziani e in occasione delle cerimonie». A causa delle disposizioni del governo, i funerali non saranno celebrati nella forma consueta.
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