Sale la tensione nel partito del sindaco

Biondi stoppa il tentativo di 4 consiglieri di scippare l’incarico di capogruppo di FdI a Lancia. Ma la fronda non rientra
L’AQUILA. L’emergenza incendi ha messo come tra parentesi la crisi di maggioranza che, ormai quasi da un mese, sta tenendo sulle spine la giunta comunale. Ma, anche se oscurate da altri eventi, le tensioni, all’interno del centrodestra, continuano a viaggiare sottotraccia. Non bastassero i problemi con la Lega, per Biondi si è aperto un altro fronte di scontro, che questa volta riguarda direttamente Fratelli d’Italia. Il sindaco, che è anche il coordinatore provinciale del partito, ha stoppato il tentativo dei consiglieri di FdI Leonardo Scimia, Giancarlo Della Pelle, Ferdinando Colantoni e Vito Colonna di sostituire Ersilia Lancia come capogruppo in consiglio comunale.
Da tempo i quattro, confluiti in Fratelli d’Italia dal gruppo Insieme per L’Aquila – nato all’indomani della scissione di Forza Italia voluta dall’allora vicesindaco Guido Quintino Liris, che ruppe con gli azzurri per candidarsi nelle liste di FdI alle elezioni regionali – chiedevano che l’incarico di capogruppo ricoperto fin da inizio consiliatura dall’avvocatessa Lancia (storica esponente del partito di Giorgia Meloni e vicepresidente del consiglio comunale), fosse dato a uno di loro, nello specifico a Leonardo Scimia. Una richiesta motivata dal fatto che Lancia è rimasta l’unica del gruppo originario di FdI, visto che Giorgio De Matteis, Bernardino Morelli e Marcello Dundee – eletti, nel 2017, nelle liste del partito – sono passati nel frattempo a Forza Italia, in polemica proprio con la candidatura di Liris alle Regionali. La decisione di defenestrare la Lancia sarebbe stata presa pochi giorni fa, al termine di una cena consumata in un ristorante cittadino.
Dietro questa manovra, però, si celerebbero anche altre mire. I quattro frondisti vorrebbero infatti, nel rimpasto di giunta che si sta prefigurando, un posto da assessore per Vito Colonna e avrebbero chiesto la testa di uno tra Vittorio Fabrizi (titolare delle deleghe a ricostruzione privata, sport e opere pubbliche) e Carla Mannetti (assessore alla mobilità e ai trasporti). La fuga in avanti, però, non è piaciuta a Biondi che ieri, non appena si è sparsa la notizia del tentativo di sostituzione di Lancia, si è affrettato a smentire dicendo che «non c’è nessun nuovo capogruppo. Il gruppo, di cui anch’io faccio parte, non si è mai riunito con questo argomento all’ordine del giorno. FdI è un partito strutturato con una gerarchia e, soprattutto, delle regole che vanno rispettate».
Scimia e gli altri consiglieri hanno replicato, a loro volta, facendo intendere che, pur rimanendo fedeli ai livelli gerarchici, non rinunceranno alle loro richieste: «In passato a più riprese abbiamo esortato un confronto maggiore, oggi non possiamo che raccogliere con piacere l’invito a una riunione tra gruppo e partito per confrontarci nuovamente sul discorso del capogruppo, che resta pur sempre una prerogativa del gruppo consiliare».
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